|
“Mai e poi mai potevamo immaginare che la nostra denuncia sul
degrado esistente nel centro urbano di Sibari potesse suscitare
una reazione scomposta di un partito politico. Con la denuncia
pensavamo di interferire con l’amministrazione comunale di
Cassano. Ci aspettavamo un riscontro positivo o al massimo una
reazione di fastidio da parte degli amministratori locali,
quand’ecco che, in modo inaspettato e inopportuno, secondo noi,
arriva la reazione di un partito”. E’ quanto scrivono, in una
nota, i rappresentanti dell’associazione “Cittadini a Sibari” in
riferimento “alla scomposta reazione dell’Udc, apparsa sulla
stampa”, in relazione alla “circostanziata” denuncia pubblica
fatta, nei giorni scorsi, dall’associazione sibarita sulle
“penose condizioni” del quartiere di Sibari. I rappresentanti de
la “Cittadini a Sibari”, nella loro risposta, si dicono
esterrefatti dal comportamento dell’Udc anche perché, a loro
dire, “non aspiravamo a tanto per ciò che i partiti, nonostante
tutto, rappresentano ancora nella nostra società, ma soprattutto
in relazione agli interessi che un’associazione, piccola come la
<Cittadini a Sibari>, può esprimere”. I rappresentanti del
sodalizio sibarita, se da un lato ritengono la reazione avuta
dallo scudo crociato cassanese “veramente esagerata”, dall’altra
la ritengono “la verifica, cioè la cartina di tornasole, della
loro attendibilità” e questo li rende “oltremodo orgogliosi”. I
rappresentanti della “Cittadini a Sibari”, nella loro risposta
tengono a ricordare a chi lo avesse dimenticato che la loro
associazione, “nel rispetto delle regole democratiche e dei
ruoli istituzionali di ognuno, ha sempre denunciato carenze,
inadempienze e distrazioni di tutte le amministrazioni comunali
che, nel corso degli ultimi anni, si sono avvicendate al governo
della cosa pubblica nella città delle Terme”. I rappresentanti
dell’associazione sibarita, nel non dimenticare di ringraziare
gli operatori cassanesi della stampa e le testate giornalistiche
con cui collaborano per l’ospitalità che riservano alle loro
pubbliche prese di posizioni, tengono a evidenziare che la loro
associazione ha sempre richiamato l’attenzione delle istituzioni
e dei cittadini “con i mezzi che la società e la civiltà mettono
a disposizione di chiunque”. Tengono, altresì, a evidenziare che
la “Cittadini a Sibari”, “peraltro formata da cittadini con
diverse sensibilità politiche, è regolarmente costituita ed è
portatrice di interessi diffusi e, in quanto tale, è iscritta
all’albo delle Associazioni del comune di Cassano Ionio. Tale
albo – affermano avviandosi alla conclusione – è riconosciuto
dalle leggi del nostro paese e dallo statuto comunale”. I
rappresentanti de la “Cittadini a Sibari”, alla fine, tengono a
rimarcare il loro “essere senza padrone”. Scrivono, infatti, che
“l’associazione <Cittadini a Sibari> non si presta a forme di
sostegno o di cooperazione anche quando chiede, come ha già
fatto in modo formale, di partecipare all’attività politica e
amministrativa del Comune secondo i principi dettati
dall’articolo 3 della Costituzione e dall’articolo 6 della legge
142/90 e recepiti all’articolo 10 dello statuto comunale”. |