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I risultati conseguiti dalla Rosa nel pugno nella città delle
Terme e in tutta la Regione Calabria non soddisfano il
segretario della sezione di Lauropoli, Remo Rago. Il dirigente
socialista lauropolitano, con una nota, dopo aver espresso il
suo ringraziamento incondizionato a tutti quegli elettori
cassanesi che lo scorso 9 e 10 aprile hanno voluto apporre il
loro segno di croce sul simbolo della Rosa permettendo a questo
nuovo soggetto politico di attestarsi al 10% nella città delle
Terme e dopo aver espresso, altresì, “gratitudine a quei
dirigenti del partito (anche se pochi) per il loro impegno
profuso, anche a discapito delle loro famiglie, per il
raggiungimento del risultato ottenuto, manifesta tutto il suo
dissapore sia nei confronti di alcuni dirigenti locali e sia nei
confronti dei dirigenti regionali. Parte dal locale. Per Remo
Rago i consensi ottenuti dalla Rosa a Cassano, con un maggiore
impegno, potevano essere sicuramente di più. “Capisco che, a
volte, è stato difficile raccogliere consensi sul nuovo soggetto
politico, ma è altrettanto vero che con un po’ d’impegno e di
mobilitazione in più (non solo per le manifestazioni di
rappresentanza) – sostiene – il risultato sarebbe stato ancora
più lusinghiero”. Questione questa che sarà – assicura Rago -
affrontata dai socialisti della città delle Terme nelle sedi
appropriate. Poi passa all’analisi del dato regionale. Il
segretario della sezione della Rnp di Lauropoli evidenzia che il
9 e 10 aprile scorso “sono venuti meno quasi 30 mila voti
rispetto alle elezioni regionali. Dove sono andati a finire?”, e
questo non è l’unico interrogativo che il dirigente socialista
pone. Remo Rago chiede anche : “E’ valsa la pena fare accordi
romani e non tenere conto delle periferie?”. Per il segretario
la risposta è scontata. “Grazie a questi accordi – scrive – oggi
abbiamo espresso un solo parlamentare (Giacomo Mancini), ma è
anche vero – continua Rago – che così facendo non esprimiamo più
un deputato (Mimmo Pappaterra) e un senatore della Repubblica
(Cesare Marini), punti di riferimento di questa realtà”. Il
segretario di Lauropoli, a questo punto, pone un altro
interrogativo. Chiede: “Non era meglio percorrere la strada
dell’unità socialista, tanta decantata e che forse avrebbe
portato a risultati più lusinghieri?”. Questioni e interrogativi
su cui i socialisti della Rosa nel pugno saranno chiamati a
confrontarsi.
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