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I rappresentanti dell’associazione “Cittadini a Sibari” bocciano
senza appello la scelta del nuovo sito sul quale dovrebbe
sorgere l’aeroporto della Sibaritide. L’importante
infrastruttura, a loro dire, la si vorrebbe far nascere tra una
scuola, una strada statale, un centro abitato e una costa dove
insistono molti villaggi turistici. I rappresentanti
dell’associazione sibarita non condividono questa nuova
ubicazione e criticano la scelta del nuovo sito sia dal punto di
vista urbanistico e sia per “l’assoluta mancanza di una visione
ampia di ciò che potrà divenire l’aeroporto stesso”. I
componenti dell’associazione presieduta dall’ingegnere Pasquale
Dramisino, in una nota, dopo aver rimarcato, per l’ennesima
volta, il loro essere favorevole alla costruzione
dell’importante infrastruttura, “anzi ne auspichiamo – scrivono
- una sollecita definizione”, evidenziano i forti dubbi che
nutrono in merito alle “scelte finora fatte e sulla sua
ubicazione”. Dubbi che certamente con vengono diradati dalle
assicurazioni ricevute dagli addetti ai lavori in merito alla
nuova ubicazione dell’importante infrastruttura aeroportuale.
Anzi, loro, gli aderenti de la “Cittadini a Sibari”, si dicono,
invece, pienamente convinti che l’aeroporto della Sibaritide, se
dovesse essere realizzato sul nuovo sito, “non gioverà né alla
collettività né al turismo”. E poi – dicono - “quello che nel
territorio di Sibari certamente non manca è lo spazio. Per
questo non riusciam a comprendere la logica di una scelta
pesantemente condizionata dalle preesistenze sul territorio.
Nella proposta progettuale saranno state osservate – scrivono -
anche le distanze, ma, proprio per le alternative che la Piana
presenta non ne condividiamo le restrizioni”. Criticano il nuovo
sito sotto due aspetti. Il primo problema che individuano è
prettamente di natura urbanistica. “La nuova collocazione
prevista – affermano - non è quella del Piano Regolatore
Generale del comune di Cassano e ciò pone già una serie di
conseguenze non secondarie”. Evidenziano che si tratta di zona
agricola e che quindi c’è la necessità di redigere una variante
allo strumento urbanistico e, a tal proposito, “considerato che,
in ogni caso, va fatta la variazione del Piano Regolatore
Generale, tanto vale scegliere, ora, in occasione della variante
che si sta approntando, una collocazione migliore per il
nascente aeroporto della Sibaritide”. Il secondo problema che la
“Cittadini a Sibari” individua riguarda “l’assoluta mancanza di
una visione ampia di ciò che potrà divenire l’aeroporto stesso.
Costretto com’è tra una scuola, una strada statale, un centro
urbano e una costa con numerosi villaggi turistici, - a loro
dire - l’aeroporto disturberà, e, prima, o poi entrerà in
conflitto con le altre esigenze del territorio. Anche perché –
sostengono - non si può ipotizzare che l’aeroporto della
Sibaritide possa essere destinato a ospitare sempre e in ogni
caso tre voli al giorno. Né si può ipotizzare che il fastidio
possa essere mitigato da pannelli fonoassorbenti. E poi stiamo
parlando dell’aeroporto della Sibaritide, è possibile che
nessuno mai abbia pensato a un concorso internazionale? Stiamo
parlando di Sibari conosciuto in tutto il mondo, non
dell’aeroporto tedesco della seconda guerra mondiale fra le
querce di Fornara”. Alla fine, dopo aver affermato che il
problema non è tecnico, gli aderenti alla “Cittadini a Sibari”
sostengono: “E’ un problema politico che ha spinto i vecchi
amministratori a fare queste scelte disastrose”. Ora si
rivolgono agli attuali amministratori ai quali dicono: “Andate
avanti se credete e se siete convinti della bontà di queste
scelte sciagurate”. Per loro, però, “non è questa la via!”. |