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Mercoledì 26 Aprile 2006

Ferramonti (Tarsia) - L’analisi del neodeputato Pignataro - Una data storica

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.05.06  h. 16.30

“Il 25 aprile sicuramente è una data storica per tanti motivi. Quest’anno rappresenta qualcosa in più. Oltre a essere la festa della Liberazione è anche la festa della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza”, è quanto ha affermato, in una dichiarazione, il neo deputato dei Comunisti italiani, Fernando Pignataro, a margine della manifestazione tenutasi ieri mattina nel “Campo” di Ferramonti di Tarsia. Per il neo deputato comunista il 25 aprile di quest’anno ha assunto anche una particolare importanza in quanto è arrivato subito dopo “un’ulteriore strage del terrorismo che deve rilanciare, con forza, l’idea della via diplomatica alla pace e alla convivenza civile tra i popoli, a un ruolo, quindi, fondamentale dell’Onu e degli Enti sopranazionali. Questo presuppone – per Pignataro - anche un ruolo dell’Italia che in questi ultimi cinque anni non c’è stato. Anzi, è stato di grande subalternità nei confronti degli Stati Uniti. Oggi, invece, - ha continuato Pignataro - l’Europa e l’Italia devono avere un ruolo centrale, di forte rilancio di questa idea di pace, di questa idea della possibilità di dirimere le controversie attraverso una grande azione diplomatica”. Ma la questione per cui il 25 aprile 2006 acquista una rilevante importanza per il neo deputato dei comunisti italiani “è che quelle persone che si sono sacrificate con la Resistenza per liberare il nostro paese dal nazifascismo si sono sacrificate anche per l’unità di questo Paese. “Nei prossimi giorni – ha annunciato – avremo un appuntamento importante per onorare questi caduti, per onorare questi eroi, salvaguardando l’unità della nostra nazione. Il primo appuntamento a cui dovrà essere chiamato il governo Prodi sarà quello di salvaguardare la Costituzione Repubblicana nata dalla lotta antifascista. Oggi non possiamo fare altro che dire che il 25 aprile è sicuramente simbolico proprio per questo, per salvaguardare – ha concluso Pignataro, già segretario regionale della Cgil calabrese - quello che hanno prodotto con le loro lotte e con il loro sacrificio migliaia di persone del nostro Paese”.
 

Antonio Iannicelli

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