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Domenica 17 Dicembre 206

Cassano – Bambina disabile rischia di non poter più frequentare la scuola, per la mancanza di un insegnante di sostegno a tempo pieno. Balletto di competenze tra Provveditorato, Asl e Comune. Intanto, si va avanti con l’aiuto del volontariato.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 18.12.06  h. 20.30

Una bambina diversabile rischia di non poter frequentare più la scuola: l’insegnante di sostegno che la assiste s’è vista ridurre le ore d’impiego settimanale. Il vuoto viene adesso colmato da giovani volontari, in attesa che Provveditorato, Asl e Comune definiscano competenze e soluzioni.
Questa è la storia di una bimba dal nome fantastico, Ginevra, iscritta alle scuole dell’infanzia di Lauropoli. Sin da piccola, Ginevra è affetta da una malattia che le rende impossibile camminare, correre e saltare. Come tutti i suoi coetanei, come lei pure vorrebbe. La quotidiana difficoltà negli spostamenti non le impedisce però di sognare e provare a vivere normalmente. Un traguardo non precluso dalla natura, ma posto ora a rischio dall’umana burocrazia e dalla cronica mancanza di risorse.
Quel che accade, può essere così raccontato: agli inizi dell’anno scolastico, la dirigenza della scuola dell’infanzia che Ginevra frequenta scrive al Provveditorato e segnala l’insufficienza delle ore di sostegno assegnate all’istituto per facilitare il reinserimento e l’assistenza della bambina: solo 12, a fronte delle 25 invece necessarie. Una differenza che mette a rischio la frequenza delle lezioni del lunedì e del martedì. Lauropoli chiama, ma Cosenza non risponde. E quando la situazione s’aggrava, col rischio concreto di dover lasciar Ginevra fuori dall’aula per due giorni a settimana, viene richiesto l’intervento del Comune. Che fa sapere di non essere in grado di assicurare un servizio di sostegno, sollecitando tuttavia l’Asl a correre ai ripari. Quando il calendario segna già la fine di novembre, e la matassa va ingarbugliandosi sempre più, diventa sempre più concreto il pericolo che Ginevra, possa, da un momento all’altro, essere costretta ad abbandonare la scuola. Scendono allora in campo prima i volontari dell’associazione “Il Samaritano”, quindi i giovani del servizio civile della Caritas diocesana. Come tappabuchi, ma con infinito affetto e tanta dedizione, si sostituiscono alle istituzioni. Tre settimane dopo, nel silenzio generale, sono ancora lì. A colmare deficienze altrui, per amore di Ginevra, bimba cui il mostro della burocrazia vuole rubare il sogno più grande: poter sperare ancora in una vita normale.

Gianpaolo Iacobini

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