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Cassano – Marina di Sibari: in settimana incontro
tra l’amministrazione comunale ed il consorzio “Sibari di città del sole”.
Intanto, prende piede l’ipotesi d’una revoca con cui, nel 1987, il Comune
sciolse il primo consorzio. |
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Si terrà nei prossimi giorni, comunque entro Natale, un incontro
tra l’amministrazione comunale ed i vertici del consorzio
“Sibari città del mare” e della società consortile “Mancoop
Sibartide”.
La notizia giunge da Palazzo di città: amministratori comunali e
referenti degli enti affidatari del piano di rilancio di Marina
di Sibari si ritroveranno presto attorno allo stesso tavolo.
L’annunciata riunione, molto probabilmente, servirà a fare il
punto sullo stato d’attuazione di progetti ed iniziative che
dovrebbero garantire la rinascita del villaggio turistico. Un
passaggio quasi obbligato, specie alla luce dei recenti fatti
criminosi che hanno avuto ad oggetto Marina, con i ripetuti
danneggiamenti di beni di proprietà dei componenti del Cda
consortile e con l’ultimo, recente incendio, appiccato ad un bar
della cittadella delle vacanze. Una situazione delicata anche
sotto il profilo della tenuta dell’ordine pubblico, dunque,
rispetto alla quale s’è finora registrato l’assordante silenzio
di istituzioni, forze politiche e dello stesso consorzio. Con
residenti ed utenti del villaggio costretti a rincorrere voci e
sussurri per saperne di più sul destino di un’importante
spicchio di città.
Intanto, proprio stando alle indiscrezioni, sembra che il
consorzio ed il suo Cda, forti della consulenza giuridica d’un
noto studio legale, stiano lavorando ad un’ipotesi clamorosa:
chiedere al Comune la revoca della delibera con cui, nel 1988,
fu deciso lo scioglimento del consorzio allora esistente.
L’ente, che allora portava il nome di “Consorzio Marina di
Sibari”, era stato istituito nel 1980, per assicurare la
gestione del villaggio. Al momento del suo dissolvimento, voluto
dal Comune ma approvato anche dall’assemblea sociale, il “Marina
di Sibari” era gravato da una montagna di debiti, mai
completamente estinti e cancellati con un colpo di spugna dalla
successiva procedura di liquidazione. Adesso, presumibilmente
per smussare angoli giuridici ostativi al libero operare del
“Sibari città del mare”, si punterebbe sulla revoca di quella
delibera del 1987. In astratto, un’impresa tecnicamente
possibile, chiamata però a far di conto con le ragioni della
politica e, soprattutto, con l’ira di centinaia di creditori,
sempre pronti a tornare a bussare alle porte del redivivo
“Consorzio Marina di Sibari”.
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