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Lunedì 18 Dicembre 2006

Cassano – Marina di Sibari: in settimana incontro tra l’amministrazione comunale ed il consorzio “Sibari di città del sole”. Intanto, prende piede l’ipotesi d’una revoca con cui, nel 1987, il Comune sciolse il primo consorzio.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 19.12.06  h. 030

Si terrà nei prossimi giorni, comunque entro Natale, un incontro tra l’amministrazione comunale ed i vertici del consorzio “Sibari città del mare” e della società consortile “Mancoop Sibartide”.
La notizia giunge da Palazzo di città: amministratori comunali e referenti degli enti affidatari del piano di rilancio di Marina di Sibari si ritroveranno presto attorno allo stesso tavolo. L’annunciata riunione, molto probabilmente, servirà a fare il punto sullo stato d’attuazione di progetti ed iniziative che dovrebbero garantire la rinascita del villaggio turistico. Un passaggio quasi obbligato, specie alla luce dei recenti fatti criminosi che hanno avuto ad oggetto Marina, con i ripetuti danneggiamenti di beni di proprietà dei componenti del Cda consortile e con l’ultimo, recente incendio, appiccato ad un bar della cittadella delle vacanze. Una situazione delicata anche sotto il profilo della tenuta dell’ordine pubblico, dunque, rispetto alla quale s’è finora registrato l’assordante silenzio di istituzioni, forze politiche e dello stesso consorzio. Con residenti ed utenti del villaggio costretti a rincorrere voci e sussurri per saperne di più sul destino di un’importante spicchio di città.
Intanto, proprio stando alle indiscrezioni, sembra che il consorzio ed il suo Cda, forti della consulenza giuridica d’un noto studio legale, stiano lavorando ad un’ipotesi clamorosa: chiedere al Comune la revoca della delibera con cui, nel 1988, fu deciso lo scioglimento del consorzio allora esistente. L’ente, che allora portava il nome di “Consorzio Marina di Sibari”, era stato istituito nel 1980, per assicurare la gestione del villaggio. Al momento del suo dissolvimento, voluto dal Comune ma approvato anche dall’assemblea sociale, il “Marina di Sibari” era gravato da una montagna di debiti, mai completamente estinti e cancellati con un colpo di spugna dalla successiva procedura di liquidazione. Adesso, presumibilmente per smussare angoli giuridici ostativi al libero operare del “Sibari città del mare”, si punterebbe sulla revoca di quella delibera del 1987. In astratto, un’impresa tecnicamente possibile, chiamata però a far di conto con le ragioni della politica e, soprattutto, con l’ira di centinaia di creditori, sempre pronti a tornare a bussare alle porte del redivivo “Consorzio Marina di Sibari”.
 

Gianpaolo Iacobini

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