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Martedì 19 Dicembre 2006

Sibari – Sibari sito Unesco: affidato l’incarico di progettazione per lo studio di fattibilità.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 22.12.06  h. 6.30

Sarà presentato mercoledì 27 dicembre prossimo lo studio di fattibilità che punta a fare dell’antica Sybaris un punto di riferimento della cultura mondiale sotto il marchio dell’Unesco. L’elaborato progettuale, commissionato dal Comune di Cassano e redatto dall’architetto materano Pietro Laureano, sarà illustrato nei suoi dettagli nei prossimi giorni, alla presenza di un parterre de roi: attesi, tra gli altri, l’assessore regionale alla cultura, Sandro Principe, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, gli assessori provinciali Rosetta Console e Stefania Covello. Saranno loro i padrini d’eccezione d’un’iniziativa che punta ad assicurare la tutela Unesco ai resti della più antica colonia degli Achei, fondata attorno al 720 a. C. tra i fiumi Kratis (l’odierno Crati) ed il Sybaris (oggi Coscile) da cui prese il nome. Le sue ricchezze si basavano principalmente sui fiorenti scambi commerciali con l’Asia minore e l’Etruria. Conobbe un rapido sviluppo, che la portò a fondare varie colonie, tra le quali Lao, Scridro e Posidonia, ed a raggiungere una popolazione di trecentomila abitanti. Circa vent’anni dopo aver partecipato con Crotone e Metaponto alla distruzione di Siri, cadde a sua volta preda di discordie interne che finirono con il porla in contrasto con Crotone: i crotoniati la rasero al suolo nel 510 a.C. Falliti due tentativi di ricostruire la città, i sibariti che si erano rifugiati in parte a Lao ed a Sidro, con l’aiuto dell’ateniese Percile, parteciparono allora alla fondazione di Thuri (444 a. C.), da dove furono ben presto cacciati. Stabilirono allora sul fiume Traente una nuova Sibari, che rimase però senza importanza. Nel 194 a C. la primitiva Thuri, divenuta colonia romana, assunse il nome di Copia. Oggi, dopo numerose e contraddittorie ipotesi, è stata localizzata con certezza la zona luogo dell’impianto urbanistico di Thuri, progettato da Ippodamo di Mileto. L’area coincide, in parte, con quella che ospita il parco archeologico del Cavallo. Un’ampia fascia di territorio potrebbe dunque finire sotto l’egida dell’Unesco. Un’operazione delicata, ed anche costosa: a scucire i soldi fin qui necessari è stato un pool di istituti di credito: Banca Carime, Credito cooperativo dei Due Mari, Banca popolare di Crotone, Credito cooperativo di Tarsia, Banca dello Jonio, Credito cooperativo della Sibaritide. <<Senza il loro apporto – commenta il sindaco Gianluca Gallo – questa affascinante avventura non avrebbe neppure avuto inizio. Quella di Sibari è l’unica candidatura calabrese. Può dunque attirare su di sé l’attenzione ed il volere dell’intera regione e divenire l’elemento trainante ed unificante dell’intera Sibaritide e del suo sviluppo, all’insegna di un turismo culturale di qualità e di alto livello>>. Aggiunge l’architetto Laureano: <<Ritengo che Sibari abbia buone possibilità per diventare un sito dell’Unesco, ma ci aspetta un lavoro ancora lungo e difficile. Dovremo trovare un’idea attorno alla quale costruire l’eccezionalità della proposta e dimostrare che l’antica Sybaris ha qualcosa da dire, e da dare, al mondo intero>>.

Gianpaolo Iacobini

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