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Giovedì 21 Dicembre 2006

Lauropoli – Il parroco accusa: <<Istituzioni sconfitte a Timpone rosso>>. In segno di protesta, restituite al Comune le chiavi del centro sociale. Il Municipio, però, respinge le accuse.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 22.12.06  h. 23.00

<<A Timpone rosso, lo Stato, ed in particolare il Comune, hanno riportato una cocente sconfitta>>. A sostenerlo, in una lettera aperta inviata a Prefetto, Questore, Comune e forze dell’ordine, è don Attilio Foscaldi, coordinatore regionale delle fondazioni antiusura calabresi e parroco della chiesa dei Sacri Cuori, nei cui confini è ricompreso il quartiere lauropolitano fino a poco tempo fa regno incontrastato del presunto clan dei nomadi.
Afferma don Foscaldi: <<A Timpone rosso, grazie ad un intenso lavoro di sensibilizzazione e concertazione, s’era dato vita ad un centro sociale polivalente intitolato a papa Giovanni Paolo II. Nella struttura operavano, con grande umiltà e senso del dovere, i volontari della parrocchia e dell’associazione “Il Samaritano”. In virtù del loro agire quotidiano, il centro era presto divenuto punto di riferimento della comunità rom, di ragazze madri, di disabili, di giovani senza prospettive e di bambini che non frequentavano più la scuola>>. Qualcosa, però, non sarebbe andata per il verso giusto. Soprattutto sul versante dei rapporti con Palazzo di città. <<Al di là dell’impegno profuso dai volontari e della collaborazione offerta dalle scuole medie di Cassano e Lauropoli – aggiunge il sacerdote lauropolitano – siamo stati costretti a constatare la mancanza di una concreta attenzione istituzionale nei nostri riguardi. Le nostre attività non sono state affiancate da altre azioni volte a ridurre il disagio sociale dell’area. Eppure, ripetutamente e con cocciutaggine, ma purtroppo senza ottenere risposta alcuna, abbiamo avanzato nel tempo suggerimenti e richieste d’intervento>>. Quali? <<Avevamo proposto l’organizzazione di manifestazioni aggregative, la realizzazione di un campo di calcetto, l’apertura di un presidio di Polizia Municipale, il distaccamento d’un nucleo dei servizi sociali, più controllo dell’ordine pubblico>>. Invece, afferma il parroco dei Sacri Cuori, <<nulla è stato fatto. Nessun cenno di buona volontà ha fatto riscontro alle nostre richieste. Ed ora, alla luce degli infruttuosi e molteplici incontri tenuti con gli amministratori comunali, con la morte nel cuore restituiamo al Municipio le chiavi del centro. Non possiamo fare altro, amareggiati come siamo per la sconfitta subita sul fronte della lotta all’illegalità, agevolata dall’insensibilità degli amministratori della cosa pubblica>>.
Nel mirino, dunque, il Comune. Che però prova a divincolarsi dalla morsa delle critiche. <<La decisione assunta da don Foscaldi – ribatte da Palazzo di città il sindaco Gianluca Gallo – ci sorprende. Non pensavamo che le difficoltà esistenti nella gestione del centro, per il quale abbiamo investito migliaia di euro, avrebbero indotto gli affidatari dello stesso a gettare la spugna. Anche perché il Comune ha sempre risposto positivamente ad ogni sollecitazione: io stesso, almeno una decina di volte, ho partecipato alle iniziative svoltesi in un quartiere che soffre problemi di antica data. Dal 2004 ad oggi, abbiamo speso energie e risorse per alleviare i disagi della comunità di Timpone rosso, come e più che rispetto al resto del territorio comunale. Non ci arrenderemo, finchè non sarà stata completamente ripristinata la normalità del vivere civile>>.

Gianpaolo Iacobini

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