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Mercoledì 27 Dicembre 2006

Cassano – l Comune presenta un progetto di videosorveglianza della città. Le telecamere saranno installate nei punti sensibili, con l’obiettivo di disciplinare il traffico e tutelare l’ordine pubblico.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 29.12.06  h. 18.00

Oltre sessanta telecamere, piazzate nei punti sensibili della città, riverseranno le immagini raccolte sui monitor di una centrale operativa, collegata con le forze dell’ordine. Serviranno a monitorare il flusso del traffico urbano e, anche e soprattutto, a prevenire e combattere fenomeni di criminalità. È questo, nelle intenzioni del Comune, il senso del progetto di videosorveglianza presentato ufficialmente nei giorni scorsi a Rossano, alla presenza del Prefetto di Cosenza, durante l’incontro dei sindaci di Ionio e Pollino firmatari del patto della legalità. Dell’iniziativa, davanti ai suoi colleghi, ha parlato il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, definendola <<il primo passo verso la definitiva riconquista di un territorio spesso e volentieri preda delle scorribande dei suoi peggiori nemici>>. Evidente il riferimento alla criminalità, condito dall’esplicito richiamo ai furti perpetrati ai danni delle scuole medie “Biagio Lanza”, vittime dell’ottava incursione vandalica nell’arco di poco meno di due mesi.
Dal generale al particolare: dettagli del progetto. Sotto l’occhio elettronico potrebbero finire attività commerciali, insediamenti turistici, edifici e luoghi pubblici sparsi tra Cassano, Lauropoli, Doria e Sibari. Già definita la mappa dei siti candidati ad ospitare le telecamere: al Municipio, alle delegazioni municipali ed alle scuole (ovvero le materne, le elementari e le medie di Doria, Cassano, Lauropoli e Sibari, nonché gli istituti medi superiori cassanesi), si sommerebbero le principali piazze e luoghi di ritrovo (piazza Roma a Doria; corso Laura Serra a Lauropoli; via centro servizi e viale Magna Graecia a Sibari; corso Garibaldi, la villa comunale e le piazze Municipio, e Sant’Eusebio a Cassano). Nel mirino del grande fratello, pure le aree oggi contese allo Stato dai signori del malaffare: ad esempio, il quartiere lauropolitano di Timpone rosso e diversi spicchi del centro storico cassanese, come piazza Paglialunga ed i vicoli circostanti diversi palazzi nobiliari del borgo antico. Alle postazioni fisse, se ne aggiungerebbero poi anche alcune mobili, da utilizzare in luoghi di interesse pubblico, a seconda delle necessità. Le immagini catturate col consenso (tuttavia ancora da acquisire) del Garante della privacy, convergerebbero infine sugli schermi di una centrale operativa in costante contatto con Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. A conti fatti, un investimento da oltre mezzo milione di euro, indispensabili a creare una rete di videosorveglianza fatta da più di sessanta telecamere, legate tra loro da otto server, chilometri di cavi a fibre ottiche (o, in alternativa, microantennine a bassa incidenza elettromagnetica) e l’ausilio di un satellite.
Stato dell’opera: a buon punto. Mancano, si fa per dire, soltanto i soldi. Ma per quelli, ha fatto sapere il sindaco Gallo, <<si guarda con fiducia ai fondi del Piano operativo nazionale per la sicurezza>>. Un forziere da aprire usando il grimaldello del patto della legalità, istituzionalmente idoneo a trasformarsi in vettore delle risorse finanziarie destinate ad arginare l’espansione del crimine organizzato. Tante, ma fin qui e proprio nei territori ad alta incidenza criminale, incredibile a dirsi, scarsamente utilizzate.
 

Gianpaolo Iacobini

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