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Preservare l’antica Sybaris e renderla eterna, facendone un
punto di riferimento della cultura mondiale sotto il marchio
dell’Unesco. Questo il senso dello studio di fattibilità,
commissionato dal Comune di Cassano all’architetto materano
Pietro Laureano e presentato ieri nel corso di una conferenza
stampa cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Gianluca
Gallo; l’assessore provinciale alla cultura, Stefania Covello;
la direttrice dell’area museale sibarita, Silvana Luppino; il
consigliere provinciale Luigi Garofalo. In prima fila anche i
rappresentanti del pool bancario che ha finanziato l’iniziativa,
composto da Banca Carime, Credito cooperativo dei Due Mari,
Banca popolare di Crotone, Credito cooperativo di Tarsia, Banca
dello Jonio, Credito cooperativo della Sibaritide. <<Comincia ad
assumere consistenza – ha esordito il sindaco Gallo – un lavoro
iniziato mesi addietro, ed ancora lungi dal concludersi>>. Primo
passo, lo studio di fattibilità redatto da Laureano, il
professionista che nel 1993 schiuse ai sassi di Matera le porte
dell’Unesco.
Nel progetto pensato per Sibari, risalta quale idea guida, come
ha spiegato lo stesso Laureano, <<la ricostruzione storica del
territorio, delle sue problematiche di gestione e costruzione
del paesaggio, in rapporto alla qualità ed alla ricchezza
determinata dalla capacità di accogliere ed integrare contributi
di popoli e culture differenti>>. Insomma, spazio agli scavi ed
al museo archeologici, ma anche alle tradizioni ed alla storia
culturale dell’intero comprensorio. Una linea condivisa dal
consiglio regionale e da quello provinciale, che con due
distinti ordini del giorno hanno già di fatto offerto il loro
sostegno politico alla candidatura di Sibari. <<Ma ci daremo da
fare – ha sottolineato l’assessore Covello – anche per
sostenere, senza tentennamenti, la nuova fase aperta ora dallo
studio di fattibilità>>. Sicuramente, quella più delicata: sono
infatti centinaia le proposte di candidature che l’Unesco riceve
annualmente dalla sola Italia. Per contro, rare sono le
promozioni. Non più di una all’anno. <<Sibari – ha tuttavia
precisato Laureano – parte da privilegiata, essendo l’unica
candidata di matrice calabrese. E la Calabria, col suo ricco
patrimonio, non può certo rimanere al di fuori del patrimonio
Unesco>>. Quel che resta da fare per centrare l’obiettivo:
tanto. Anzitutto, servono i soldi. Duecentomila euro, necessari
per redigere il dossier di iscrizione, con il quale fornire
tutte le informazioni idonee a dimostrare che il bene candidato
è realmente di valore universale eccezionale. Poi, l’articolata
procedura da seguire: il dossier d’iscrizione deve essere
trasmesso per via diplomatica al segretariato della convenzione
con cui fu istituito il patrimonio mondiale Unesco. Sarà tale
organismo, compiute le opportune verifiche e richieste le
eventuali integrazioni, a definire gli accertamenti istruttori
per rimettere infine ogni decisione al Comitato Unesco. Un lungo
viaggio, dunque, appena agli inizi. <<Ma noi – ha concluso il
primo cittadino cassanese – siamo intenzionati a giocare fino in
fondo la partita che s’è aperta>>.
Obiettivo dichiarato: dimostrare che l’antica Sybaris ha
qualcosa da dire, e da dare, al mondo intero.
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