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<<Non
servono dirigenti, ma percorsi occupazionali che garantiscano la
stabilizzazione dei lavoratori precari, vera spina dorsale della
macchina amministrativa>>. La stroncatura è inequivocabile e
netta: di fronte all’ipotesi di aprire le porte del Municipio,
per concorso e chiamata diretta, a funzionari con mansioni
direttive, insorge la rappresentanza sindacale unitaria, in cui
confluiscono i delegati eletti tra le fila di Cgil, Cisl e Uil.
A tracciare la linea è il coordinatore della Rsu municipale,
Salvatore Stabile. Nelle sue parole, l’ultimo capitolo d’una
storia che ha ad oggetto la fisionomia dell’apparato
burocratico. Destinato a rimanere immutato nella sua struttura,
ma a cambiar volto: entro la primavera sarà indetto un concorso
pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente
da destinare all’area amministrativo-contabile. Già agli inizi
di gennaio, poi, a guidare il Corpo di Polizia Municipale
dovrebbe giungere un Marcello Milione, attuale vicecomandante
della Polizia Municipale rossanese. A completare il quadro, la
partenza dell’ingegner Giacinto Ciappetta, passato dalle
dipendenze del Comune a quelle dell’Arpacal, e l’imminente
arrivo, al fianco dell’ingegner Mario Oriolo, oggi
plenipotenziario dei settori urbanistica e lavori pubblici, di
un altro tecnico. Scelte soltanto annunciate e non ancora
ufficiali, comunque bastevoli a suscitare la contrarietà dei
sindacati. <<Non più tardi di due settimane fa – ricorda Stabile
– avevamo sollecitato il sindaco a non imboccare una strada che
ci sembra sbagliata>>. Seguono esempi. <<Poiché nell’organico
del Comune esistono sia la figura di vicecomandante sia quella
di istruttore di vigilanza della Polizia Municipale, chiedere il
distaccamento di un altro ispettore di vigilanza
rappresenterebbe una mortificazione nei confronti dei colleghi
che già ricoprono quegli incarichi, peraltro con risultati
eccellenti, nonostante le carenze di organico>>. Questione che,
secondo il coordinatore della Rsu sarebbe stata invece ignorata
dall’amministrazione comunale. <<Pare strano – aggiunge Stabile
– che le nostre note non abbiano avuto risposta alcuna.
Incomprensibile ci appare pure la decisione di confermare la
richiesta di distaccamento di un nuovo ispettore di vigilanza,
che costerà all’ente 30.000 euro, mentre sarebbe stato
all’evidenza preferibile optare per un rafforzamento
dell’organico. Non condivisibile sono anche l’ipotizzata
assunzione, per concorso, di un dirigente, e la designazione di
altri tecnici esterni>>. Alla base del no, una motivazione
alquanto semplice: <<Il Comune di Cassano non ha bisogno di
nuovi dirigenti>>, chiosa Stabile, <<ma di personale idoneo a
garantire i servizi da erogare alla cittadinanza. Lo avevamo già
fatto presente al tavolo di concertazione: sarebbe opportuno
avviare il processo di stabilizzazione dei lavoratori
socialmente utili e di pubblica utilità che da anni garantiscono
la funzionalità di quasi tutti i servizi. Per tale motivo,
invitiamo il sindaco a rivedere le posizioni assunte ed a
ridiscutere l’organizzazione degli uffici>>.
A stretto giro di telefono, la risposta del primo cittadino,
Gianluca Gallo. <<Tirare in ballo le sorti dei precari – dice –
è un gesto di cattivo gusto. Probabilmente, si prova a
strumentalizzare esigenze legittime per giustificare un
atteggiamento altrimenti insensato>>. Sostiene Gallo: <<Con
riferimento al vituperato concorso, preciso che
l’amministrazione comunale si sta avvalendo, semplicemente,
delle facoltà riconosciutele dalla normativa vigente. Quanto ai
responsabili di servizio, è appena il caso di sottolineare che
la loro nomina è una prerogativa di cui è titolare
l’amministrazione comunale>>. Resta il nodo della
stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e di pubblica
utilità. E qui Gallo sbotta. <<Da quando ci siamo insediati –
afferma – abbiamo fatto anche l’impossibile per dare dignità e
certezze a lavoratori che costituiscono la struttura portante
del nostro Comune. Spesso e volentieri, ci siamo sostituiti,
pure finanziariamente, ad altre istituzioni, pur di non
mortificare le giuste aspettative dei nostri lsu ed lpu.
Avvieremo i percorsi di stabilizzazione che la Finanziaria
renderà possibili, ma non ci si può chiedere l’impossibile. E
questo la Rsu lo sa bene, per averne discusso proprio al tavolo
di concertazione>>.
Insomma, verità contrapposte. In mezzo, l’annunciato maquillage
burocratico sul quale, ora, infuria il vento della polemica a
distanza. |