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Un altro anno passa e se ne va, ma la Sibaritide ancora non
vola. Questa è la storia dell’aeroporto che non c’è. Comincia
nel 1997, quando la Regione Calabria approva il piano regionale
dei trasporti, prevedendo la costruzione dell’aeroporto di
Sibari, tra i campi di contrada Olmo Torto. Quando il 2006
inizia, la pratica, nonostante i gravi ritardi accumulati, si
presenta a buon punto: c’è il progetto, ci sono i pareri, c’è
persino “AerSibari”, la società per azioni nata per <<promuovere
progettazione, realizzazione, gestione e uso di impianti e
infrastrutture per l’esercizio dell’attività aeroportuale>>.
Mancano soltanto i soldi. Ma quelli, si precisa, <<verranno dal
tavolo di concertazione istituito tra Ministero ai trasporti,
Regione Calabria, Provincia di Cosenza e Comune di Cassano>>.
Almeno, così assicurano, quando il 2006 è da poco iniziato, i
rappresentanti istituzionali degli enti interessati. E’ di
febbraio: dell’annunciata concertazione, e dei correlati
finanziamenti, non si avrà più notizia. Intanto, dalla vicina
Basilicata, giunge l’eco dell’imminente potenziamento della
pista Mattei di Pisticci, appena oltre il confine calabro-lucano,
destinata a passare da aviosuperficie (per velivoli da massimo 9
passeggeri) a scalo di terzo livello (per velivoli fino a 90
passeggeri). L’annuncio, però, non suscita che scarne ed isolate
reazioni: Sibari e la Calabria restano terre di paludi le cui
acque si smuovono soltanto quando, a luglio, il neoministro ai
trasporti, Alessandro Bianchi, definisce <<non prioritaria>> la
realizzazione dell’opera. Trascurando un dato essenziale, ovvero
l’assenza di competenze in capo al ministero dei trasporti,
stavolta mezza Calabria insorge: la Provincia di Cosenza si
ribella, il Comune di Cassano minaccia di erigere le barricate,
alcuni parlamentari presentano interrogazioni e progetti di
legge. Alla fine, il ministro torna sui propri passi ed a
settembre, ricevendo una folta delegazione di amministratori
locali, provinciali e regionali calabresi, promette loro il
massimo impegno. La delegazione bruzia ringrazia, e promette
altrettanto, ma quando scocca l’ora di Babbo Natale, sotto
l’albero, per la Piana l’aeroporto ancora non c’è. E mentre la
Sibaritide resta a terra, prudentemente, dalle parti di Olmo
Torto, gli agricoltori continuano a coltivare ortaggi e grano.
Per le ruspe e gli aerei c’è sempre tempo: antica saggezza
contadina.
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