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Domenica 31 Dicembre 2006

Cassano - Arriva in libreria “Cantare il paese”, raccolta di poesie dedicate a Cassano, curata da Leonardo Alario.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 01.01.07  h. 1.30

Un mosaico di voci e pensieri, plastica immagine di Cassano vista e descritta con l’occhio poetico dei suoi figli. È “Cantare il paese”, raccolta di poesie dedicata al borgo erede dell’antica Cossa Enotria dai suoi cittadini di ieri e di oggi. Il volume, dato alle stampe per i tipi della casa editrice “Il Coscile”, è stato curato dall’antropologo Leonardo Alario, patron dell’Istituto di ricerca e studi di demologia e dialettologia. Illustrato dagli acquerelli dei maestri Mimmo Canonico, Maurizio Lanzillotta e Franco Malomo, si compone delle poesie di cassanesi di diversa estrazione professionale e culturale, viventi o già passati a miglior vita, residenti nelle vie del centro o partiti a cercar fortuna altrove. <<Questa antologia di poeti, i quali hanno voluto vincere la morte del paese con il ricordo del paese – scrive lo stesso Alario nella sua prefazione – si propone come luogo d’incontro di persone accomunate dallo stesso insopprimibile desiderio: non avere una patria, non riconoscersi più nello sguardo dell’altro>>. Un’agorà poetica, dunque, per restituire forza e vigore ad un passato che per non perire ha bisogno di trasformarsi in futuro. Nell’insolita, affascinate piazza delle rime baciate o cesellate in dialetto, si incontrano così volti noti o sconosciuti, accomunati dall’amore per la stessa terra e dalla passione per la poesia. Tra i tanti, ad esempio, il critico letterario Giuseppe Troccoli, i poeti Vincenzo Adduci, Gino Bloise, Michele Miani e Wilma Pellegrini, i giornalisti Giuseppe Selvaggi, Achille Di Giacomo e Giovanni Battista Graziadio, l’artigiano Gennaro Di Pinto, il sacerdote Francesco Pennini. E poi, ancora, Battista e Domenico Alario, Attilio Lanzillotta, Caterina Armentano, Gustavo Falbo, Silvio Galizia, Franco Leone, Simonetta Rivelli, Franco Praino. Per tutti, sia pur con differenti accento e tensione ideale e spirituale, il fulcro d’ogni riflessione è il paese vissuto quotidianamente, all’apparenza lento, assonnato e grigio, a volte immobile e degradato, forse pure odiato, ma mai dimenticato e sempre amato e sognato nella sua luce migliore e, in fondo, più vera. <<Coloro che non hanno radici – sottolinea ancora Alario, citando Ernesto De Martino – si avviano alla morte della passione e dell’umano. Il paese è invece l’anima dell’errante, di cui egli ha bisogno per poter continuare ad andare per le strade del mondo senza perdersi nell’insostenibile anonimato>>. Il paese, Cassano, per cui il sangue brucia, acceso d’ardore non dall’ebbrezza del vino né dalla forza dell’amore, bensì, per dirla con Selvaggi, semplicemente <<per il vento che mi soffia nel cuore quando arrivo al paese mio>>, quella Cassano cui sono ora dedicate le odi di “Cantare il paese”.
 

Gianpaolo Iacobini

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