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Domenica 31 Dicembre 2006

Sibari – Il Comune ordina la rimozione dell’antenna di via Plutarco. La decisione assunta all’indomani delle sentenze con cui il Tar ha riconosciuto la bontà delle tesi sostenute dal Municipio nella battaglia giudiziaria contro la “Tre”.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 01.01.07  h. 1.30

Via l’antenna di telefonia mobile dai tetti di Sibari. Lo ha disposto il Comune, con riferimento all’impianto di installato su un palazzo di via Plutarco. La decisione è contenuta in un’ordinanza emanata dal dirigente dell’Ufficio municipale urbanistica, l’ingegnere Mario Oriolo.
Il più recente ma probabilmente non ancora ultimo capitolo della storia che narra le vicende dell’antenna della discordia, arriva all’indomani delle sentenze con cui il Tar, in primo grado, ha riconosciuto la bontà delle tesi sostenute da Palazzo di città nella battaglia giudiziaria contro il colosso telefonico “Tre”, da un lato, ed i proprietari dell’immobile candidato ad ospitare l’impianto telefonico, dall’altro. Ad adire i giudici amministrativi era stata la “H3G”, contestando la legittimità dell’atto con cui il Comune aveva revocato il permesso di costruire pure inizialmente rilasciato. Nelle sue memorie di costituzione, il Municipio aveva eccepito l’infondatezza delle ragioni di controparte, incassando il verdetto favorevole del Tar, fondato sul riconoscimento della correttezza della procedura seguita nel revocare un permesso ad installare l’antenna oggetto di contenzioso su un palazzo edificato, s’assume in sentenza, in difformità rispetto all’originaria concessione edilizia, con vizi urbanistici ritenuti non condonabili. <<Le istanze di condono sono state respinte, e così pure l’istanza di accertamento di conformità>>, aveva poi osservato il Tar in una seconda pronuncia, resa in relazione alla controversia pendente tra il Comune ed i proprietari dell’immobile sulla cui sommità l’antenna svetta, <<perché l’abuso è stato compiuto su un immobile sottoposto a vincolo paesistico e ambientale. Pertanto, le opere realizzate devono essere considerate in totale difformità dal permesso ed alle stesse non può applicarsi il condono ambientale, riferibile soltanto ad ipotesi di abusi che non abbiano determinato incrementi volumetrici>>.
Nell’attesa che sulle sentenze del Tar si pronunci eventualmente, in seconda battuta, anche il Consiglio di Stato, il Comune ha intanto adottato <<i provvedimenti consequenziali>>. Ovvero l’ordinanza con cui adesso si impone alla “Tre” di rimuovere, <<entro il termine di dieci giorni dall’avvenuta ricezione del provvedimento>>, l’impianto telefonico eretto nei cieli di via Plutarco.
 

Gianpaolo Iacobini

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