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Via l’antenna di telefonia mobile dai tetti di Sibari. Lo ha
disposto il Comune, con riferimento all’impianto di installato
su un palazzo di via Plutarco. La decisione è contenuta in
un’ordinanza emanata dal dirigente dell’Ufficio municipale
urbanistica, l’ingegnere Mario Oriolo.
Il più recente ma probabilmente non ancora ultimo capitolo della
storia che narra le vicende dell’antenna della discordia, arriva
all’indomani delle sentenze con cui il Tar, in primo grado, ha
riconosciuto la bontà delle tesi sostenute da Palazzo di città
nella battaglia giudiziaria contro il colosso telefonico “Tre”,
da un lato, ed i proprietari dell’immobile candidato ad ospitare
l’impianto telefonico, dall’altro. Ad adire i giudici
amministrativi era stata la “H3G”, contestando la legittimità
dell’atto con cui il Comune aveva revocato il permesso di
costruire pure inizialmente rilasciato. Nelle sue memorie di
costituzione, il Municipio aveva eccepito l’infondatezza delle
ragioni di controparte, incassando il verdetto favorevole del
Tar, fondato sul riconoscimento della correttezza della
procedura seguita nel revocare un permesso ad installare
l’antenna oggetto di contenzioso su un palazzo edificato,
s’assume in sentenza, in difformità rispetto all’originaria
concessione edilizia, con vizi urbanistici ritenuti non
condonabili. <<Le istanze di condono sono state respinte, e così
pure l’istanza di accertamento di conformità>>, aveva poi
osservato il Tar in una seconda pronuncia, resa in relazione
alla controversia pendente tra il Comune ed i proprietari
dell’immobile sulla cui sommità l’antenna svetta, <<perché
l’abuso è stato compiuto su un immobile sottoposto a vincolo
paesistico e ambientale. Pertanto, le opere realizzate devono
essere considerate in totale difformità dal permesso ed alle
stesse non può applicarsi il condono ambientale, riferibile
soltanto ad ipotesi di abusi che non abbiano determinato
incrementi volumetrici>>.
Nell’attesa che sulle sentenze del Tar si pronunci
eventualmente, in seconda battuta, anche il Consiglio di Stato,
il Comune ha intanto adottato <<i provvedimenti
consequenziali>>. Ovvero l’ordinanza con cui adesso si impone
alla “Tre” di rimuovere, <<entro il termine di dieci giorni
dall’avvenuta ricezione del provvedimento>>, l’impianto
telefonico eretto nei cieli di via Plutarco.
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