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Sandro
Penna: un autore difficile da capire e da collocare nella
letteratura del secolo scorso. Al teatro Gatto di Trebisacce è
stata focalizzata la figura di poeta e la produzione poetica nel
corso del convegno “Sandro Penna nella storia della letteratura
italiana”, organizzato dal Liceo scientifico “Galilei” di
Trebisacce e dal Comitato nazionale per le celebrazioni del
centenario della nascita di Sandro Penna, attivato dal Ministero
per i beni e le attività culturali. Alla introduzione del
dirigente scolastico Tullio Masneri, che ha sottolineato che la
poesia di Penna è altamente lirica e si ispira ai poeti
dell’antologia palatina, è seguito il saluto del sindaco della
città on. Antonio Mundo. Mundo ha sottolineato il fatto che la
“diversità” è ancora oggi è motivo di dibattito politico e
culturale e di scontri di pregiudizi piccolo- borghesi. Il
professore Giorgio Delia ha tratteggiato i punti più salienti
della poesia di Penna leggendo alcuni versi insieme agli
studenti presenti e additando in Sandro Penna un autore che si
ispira alla schiera dei poeti come Saffo, Catullo, Virgilio e
tanti altri. Durante il ventennio fascista Penna ha pubblicato
tantissimo anche se da una parte è stato avversato dal regime e
dall’altro è stato aiutato con un sussidio. Per Franco Mangone
il poeta perugino è stato pervaso da una strana gioia di vivere
e la sua produzione poetica ha risentito tantissimo del suo
stato personale. Gianni Mazzei ha rintracciato nella produzione
poetica di Penna riferimenti al passato, ai lirici greci; egli
propone una serie di immagini che si depositano nel fondo del
nostro animo. Pio Rasulo, presidente del Comitato nazionale e
docente dell’Università di Lecce, ha illustrato la forte
personalità di Penna attraverso il contenuto de Il mio diario,
nel quale Penna condensa il suo modo di essere persona, il suo
costante dolore che ci mostra un carattere duro, chiuso, di
“stranissima creatura” sincera e leale. Ha concluso i lavori
Pierfranco Bruni che ha aggiunto:< Per capire le opere di versi
di Penna occorre distinguere la semantica delle parole dalla
metafora delle parole. Penna ha recitato metafore, la vita,
l’eros e i luoghi, un autore che va contestualizzato nel
novecento lirico, perché resta un poeta che ha scavato
fortemente nel dettato lirico riportando alla luce
l’essenzialità del verso>.
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