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Il
Centro sociale polivalente “Papa Giovanni Paola II” sito nel
quartiere di Timpone Rosso di Lauropoli, rischia di chiudere. In
breve,questo è il contenuto di una lunga lettera aperta,
indirizzata al Sindaco del Comune, l’Avv. Gianluca Gallo; a S.
E. Prefetto di Cosenza il Dott. Bruno Sbordone; al Questore di
Cosenza il Dott.Guido Marino; al Presidente della Provincia
l’On. Mario Oliverio; al Commissario di Polizia, di
Castrovillari il Dott. Giuseppe Zanfini, e di Rossano il Dott.
Michele Abenante; al Comando dei Carabinieri di Corigliano il
Cap. Ruocco Raffaele; alla Tenenza dei Carabinieri di Cassano
Allo Ionio, il Ten. Giorgio Feola; ai Dirigenti scolastici, il
Dott. Carlo Rango e il Dott. Antonio Schifini.
Il parroco della Parrocchia dei “Sacri Cuori di Gesù e Maria”,
Don Attilio Foscaldi, denuncia l’atavica indifferenza, anche
istituzionale, in cui si trova il Centro sociale polivalente
dedicato al compianto Papa Giovanni Paolo II, costruito dopo un
lungo lavoro di sensibilizzazione. Con grande umiltà e grazie
alla collaborazione dei volontari dell’associazione “Il
Samaritano” e della parrocchia stessa, e con l’aiuto offerto
dalle scuole medie di Cassano e di Lauropoli successivamente, il
Centro era riuscito a divenire punto di riferimento di rom a
rischio emarginazione, ragazze madri, giovani senza prospettive,
disabili e bambini non frequentanti la scuola.
Le iniziative portate avanti con tanta volontà, non essendo
state affiancate da alcuna istituzione, hanno ora difficoltà a
rispondere alle esigenze del territorio.
Manifestazioni di aggregazione, la realizzazione di un campo di
calcetto, il bisogno di una maggiore attenzione alla
manutenzione del verde e delle aree pubbliche, l’istituzione di
un presidio di Polizia Municipale, la presenza operativa dei
servizi sociali, queste le proposte avanzate, i suggerimenti e
le richieste di intervento, talvolta anche disperate, a cui s’è
preferito rispondere con il silenzio.
Dopo infruttuosi incontri avuti con il Comune, e la mancanza di
un qualsiasi cenno di buona volontà, al tenace parroco Don
Attilio, non resta che decretare una triste disfatta: << Con la
morte nel cuore, non possiamo far altro, che riconsegnare le
chiavi del Centro. Resterà in noi l’amarezza per una sconfitta
cocente, sulla linea del fronte della lotta all’ingiustizia ed
all’emarginazione, agevolata dall’insensibilità dei tutori della
cosa pubblica, distratti da idee da megalomani e poco attenti
alle esigenze quotidiane della comunità amministrata.>> |