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“Sono convinto che in ogni Cenerentola è nascosta una
principessa. Ecco, noi vogliamo tirare fuori la principessa che
è nascosta nella nostra Calabria”. Queste poche parole bastano a
sintetizzare il programma politico dell’assessore regionale al
Turismo e ai Beni culturali Beniamino Donnici, ieri al museo
nazionale archeologico della Sibaritide per presentare lo stand
calabrese alla Borsa internazionale del turismo (Bit) 2006 in
calendario a Milano dal 18 al 21 febbraio.
Donnici ha scelto Sibari perché proprio un tesoro di questa
terra sarà il simbolo della Calabria nel mondo. Si tratta del
“toro cozzante, una splendida statuetta in bronzo di manifattura
magnogreca rinvenuto nell’estate del 2004 nell’area archeologica
sibarita che, unica al mondo, conserva i resti di tre città
sovrapposte: Sybaris in fondo, Thurii a metà, Copia in
superficie. Protagonisti della scoperta gli allievi della Scuola
archeologica italiana di Atena e gli specialisti dell’Ufficio
scavi sibarita, coordinati rispettivamente da Emanuele Greco e
Silvana Luppino.
Il “toro cozzante” è stato Il toro è stato ritrovato in un
edificio pubblico di Copia risalente al primo secolo dopo
Cristo, ma è un originale greco e risale più o meno al 400 a.
C.. Il toro cozzante si sposa alla perfezione anche con lo
slogan scelto dall’assessorato regionale per vendere la Calabria
nel mondo: “Identità Calabria”, figlio anche e soprattutto d’una
poesia intitolata proprio “Identità”, consegnatagli da Enzo
Rapisarda, un emigrante calabrese in Argentina. Lo ha ribadito
ieri Beniamino Donnici: “Il toro è forte, tenace e caparbia come
la Calabria e la gente di questa terra. La sua presenza a Milano
sarà l’evento della Bit 2006, che non ha mai accolto un bene
archeologico di tale rilievo”, ha commentato l’assessore. Che ha
poi snocciolato altri dettagli della quattro giorni “made in
Calabria” a Milano: “Ci saranno i nostri migliori ristoratori e
mille altre volti della Calabria, che vogliamo raccontare così
com’è, con le sue ricchezze, i suoi tesori ma anche con le sue
contraddizioni”.
La presentazione di ieri mattina ha alzato il velo non solo sul
“toro cozzante” ma anche sul resto dello stand calabrese alla
Bit, caratterizzato da un percorso guidato che attraverserà
idealmente tutto il Tacco dello Stivale, sfiorando tutte le sue
gemme: dai bronzi di Riace al pino coricato, dalla Cattolica di
Stilo a Capo Colonna, dall’Aspromonte alla Sila al Pollino,
dallo Jonio al Tirreno, da Scilla a Capo Vaticano a Palmi, da Le
Castella a Caminia, dal mosaico policromo di San Demetrio Corone
al lago Cecita a moltissimo altro ancora. Il tutto, compendiato
in un bellissimo video curato da uno studio specializzato di
Cosenza e scortato dalle ammalianti note de ”Alla foritana”
(“Alla forestiera”) dei Reniliu.
Oltre a studiosi, amministratori locali, provinciali e regionali
e molti curiosi, hanno preso parte alla manifestazione, tra gli
altri, la sovrintendente regionali ai beni archeologici Annalisa
Zarattini, la direttrice del museo nazionale archeologico della
Sibaritide Silvana Luppino, l’assessore alla Cultura del Comune
di Cassano Daniela Colonna, il direttore regionale per i beni
culturali e paesaggistici della Calabria Francesco Prosperetti.
La Luppino ha alzato ulteriormente il velo sul “toro cozzante”,
vero, unico e grande protagonista della giornata, ammirato senza
sosta da tutti i presenti: “E’ stato conservato come una
reliquia per 500 anni in un edificio pubblico romano, pure
restaurato dai romani. Per noi, invece -ha aggiunto
l’archeologa- lo ha curato il nostro restauratore Pietro Salmena.
Il suo lavoro non è finito, perché abbiamo altri frammenti del
corpo della statuetta che lavoreremo per rimettere al loro
posto. E poi, comunque, gli scavi nell’area in cui è stato
ritrovato non sono conclusi e qui di speriamo di rinvenire
ancora altri frammenti”.
Ieri stesso il “toro cozzante” è partito per Milano, scortato da
un restauratore della Sovrintendenza che non lo lascerà solo un
secondo. Beato lui!
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