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“Quattro
posti reni sono pochi per l’ospedale di Cassano, che invece
conta un altissimo numero di dializzati”. Il sindaco Gianluca
Gallo risponde al capogruppo dei Ds in consiglio regionale
Franco Pacenza, che nei giorni scorsi su queste colonne ha
chiarito che quattro dovrebbero essere i posti reni da creare
nella struttura ospedaliera cittadina di contrada Pontenuovo,
per completare con i dodici già esistenti a Trebisacce, il
modulo da sedici previsto per il territorio del Distretto
sanitario Cassano-Trebisacce. Il sindaco, però, non è d’accordo
e quindi pretende di più. Così come pretende che il dottore
Giovanni Nicotera, ex dirigente dell’Hospice cittadino ora
promosso alla direzione generale dell’Azienda ospedaliera di
Cosenza, sia sostituito degnamente e soprattutto che l’Hospice
abbia una sua autonomia e non sia una semplice costola del
Reparto di Oncologia di Rossano.
Intanto, il presente e il futuro dell’Hospice continua a tenere
banco e le promesse che giungono da destra e manca continuano a
non convincere sino in fondo. Tengono l’attenzione alta
anzitutto i cittadini. Un gruppo di buona volontà e grande senso
civico ha addirittura creato l’associazione spontanea “Amici
dell’Hospice”. Non hanno nessuna connotazione partitica ma sono
interessati unicamente a tenere alta l’attenzione sulla
concretizzazione delle promesse lanciate a più riprese
dall’Azienda sanitaria sull’effettiva apertura del Centro di
cure palliative per malati terminali che aspetta solo
l’inaugurazione ufficiale al secondo piano dell’ospedale di
località Pontenuovo. Il gruppo, che ha cominciato a muovere i
primi passi a dicembre, è composto da cittadini di ogni
estrazione sociale, politica e professionale, uniti
dall’interesse per un concreto lancio delle speranze sanitarie
cassanesi.
Sono combattivi gli “Amici dell’Hospice”, tant’è che
aspetteranno con ansia e attenzione le scadenze (1° e/o 15
marzo) indicate, durante il recente consiglio comunale sul caso
dal direttore generale dell’Azienda sanitaria della Sibaritide
Giuseppe Carbone, per l’inaugurazione ufficiale dell’Hospice,
dopodichè scenderanno in piazza per una manifestazione plateale.
Tra le ipotesi, un sit-in nel piazzale dell’ospedale con
banchetto e materiale informativo per alzare finalmente la voce
su una partita che sta scivolando via solo tra dibattiti, a
volte polemiche e promesse. E soprattutto pretenderne
l’immediata attivazione. “Non possiamo parlare di apertura dell’Hospice
-ha commentato a nome del gruppo la dottoressa Silvana Gallo-
perché l’Hospice è aperto, deve solo entrare in piena attività.
Una volta tanto che i soldi dell’As sono stati dedicati al
territorio comunale di Cassano, perché non si sfruttano come è
giusto? Anche perché basta avere un minimo di contezza di quelle
che sono l’incidenza e le conseguenze di alcune patrologie nel
nostro territorio, per avere pochi dubbi circa la necessità
improrogabile di avere un Hospice operativo”.
La Gallo aggiunge che non si vuole attribuire tutte le
responsabilità del curioso ritardo nell’attivazione della
struttura all’attuale dirigenza dell’As, sottolineando d’avere
apprezzato molto gli impegni per la prima volta assunti
pubblicamente dal direttore Carbone durante il consiglio
comunale. Epperò a parere degli “Amici dell’Hospice” non è
giusto che il Cassanese paghi i danni finanziari provocati dalla
sanità in altri angoli dell’As. Gli “Amici” vogliono solo
garantire il mantenimento delle promesse, nel supremo interesse
della salute e della collettività cassanesi. Al loro fianco si
schiererà la cellula cittadina della Lega tumori, che sarà
inaugurata sabato. “Lei non sa -conclude Silvana Gallo- quanta
gente comune mi ha avvicinato per offrire il suo aiuto per
un’eventuale protesta pubblica, forte, a favore dell’Hospice”.
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