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I successi senza fine del “toro cozzante” sibarita. Dopo la fama
e la gloria conquistate quale simbolo della Calabria alla Borsa
internazionale del turismo 2006 ospitata dalla Fiera di Milano
dal 18 al 21 febbraio, la statuetta bronzea di manifattura
magnogreca è tornata carica di onore al Museo nazionale
archeologico della Sibaritide, dove era e sarà ospitato. E il
suo ritorno a casa è stato salutato a dovere dalla Sibaritide,
dal Pollino, dall’entroterra italoalbanese e dal resto del
Cosentino. “Ogni giorno giungono telefonate da ogni dove per
chiedere informazioni e altri chiarimenti per ammirare il toro
cozzante -svelano dal centralino del museo sibarita-. Chiamano
sia le scuole, sia privati cittadini, sia agenzie di viaggio
interessati a pacchetto e molto altro. L’attenzione è alta”. Per
il momento, però, il “toro cozzante” non è ancora tornato a fare
bella mostra di sé nella teca museale in cui era visibile prima
che l’assessore Donnici lo scegliesse quale simbolo della
Calabria e della sua gente. E’ rimasto dietro le quinte poiché
ha bisogno vitale di un lifting rigenerante dopo le fatiche
milanesi. “E’ tornato sotto le abili mani del nostro e suo
restauratore Pietro Salmena -ha chiarito l’archeologa Silvana
Luppino, direttrice di museo e scavi sibariti- che lo rimetterà
presto in perfetta. Ma qualche giorno di lavoro è necessario”.
Per quanto riguarda i progetti finalizzati alla massima
valorizzazione di questo bene inestimabile, la Luppino anticipa
che si sta lavorando in questa direzione, ma per il momento non
si lascia sfuggire segreti”.
Il “toro cozzante” è stato ritrovato in un edificio pubblico di
Copia, quindi romano, risalente al primo secolo dopo Cristo. Ma
è un originale greco, risale più o meno al 400 a.C. e trovato in
un edificio del primo secolo dopo Cristo. Il toro è stato
addirittura restaurato in epoca romana. “Siccome il toro era il
simbolo di Thurii –hanno aggiunto gli esperti- se è stato
mantenuto in un edificio pubblico di Copia c’era un motivo ben
preciso. Conferma che ci fu una continuità non solo urbanistica
ma anche storica e amministrativa tra la città greca e quella
romana. Non a caso il nome della città inizialmente era
Turi-Copia”.
Intanto sono filtrati particolari succulenti circa la sua
esposizione nei locali della Fiera di Milano per i quattro
giorni della Bit 2006. E’ stato protagonista di visite
prestigiose e ammirazione diffusa, soprattutto di addetti ai
lavori. Su tutti i critici d’arte, oltre che volti noti del
piccolo schermo, Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, i quali
oltre a restare letteralmente affascinati dal “toro cozzante”
hanno anche testimoniato con convinzione l’apprezzamento della
scelta operata dalla Regione Calabria di abbinare turismo e beni
culturali”.
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