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Martedì 28 Febbraio 2006

Cassano - Dopo la gloria conquistata alla BIT di Milano torna fiero il "Toro Cozzante" dell'antica Thuri.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.02.06  h. 22.00

Il "Toro Cozzante" simbolo della colonia magnogreca Thurii

I successi senza fine del “toro cozzante” sibarita. Dopo la fama e la gloria conquistate quale simbolo della Calabria alla Borsa internazionale del turismo 2006 ospitata dalla Fiera di Milano dal 18 al 21 febbraio, la statuetta bronzea di manifattura magnogreca è tornata carica di onore al Museo nazionale archeologico della Sibaritide, dove era e sarà ospitato. E il suo ritorno a casa è stato salutato a dovere dalla Sibaritide, dal Pollino, dall’entroterra italoalbanese e dal resto del Cosentino. “Ogni giorno giungono telefonate da ogni dove per chiedere informazioni e altri chiarimenti per ammirare il toro cozzante -svelano dal centralino del museo sibarita-. Chiamano sia le scuole, sia privati cittadini, sia agenzie di viaggio interessati a pacchetto e molto altro. L’attenzione è alta”. Per il momento, però, il “toro cozzante” non è ancora tornato a fare bella mostra di sé nella teca museale in cui era visibile prima che l’assessore Donnici lo scegliesse quale simbolo della Calabria e della sua gente. E’ rimasto dietro le quinte poiché ha bisogno vitale di un lifting rigenerante dopo le fatiche milanesi. “E’ tornato sotto le abili mani del nostro e suo restauratore Pietro Salmena -ha chiarito l’archeologa Silvana Luppino, direttrice di museo e scavi sibariti- che lo rimetterà presto in perfetta. Ma qualche giorno di lavoro è necessario”. Per quanto riguarda i progetti finalizzati alla massima valorizzazione di questo bene inestimabile, la Luppino anticipa che si sta lavorando in questa direzione, ma per il momento non si lascia sfuggire segreti”.
Il “toro cozzante” è stato ritrovato in un edificio pubblico di Copia, quindi romano, risalente al primo secolo dopo Cristo. Ma è un originale greco, risale più o meno al 400 a.C. e trovato in un edificio del primo secolo dopo Cristo. Il toro è stato addirittura restaurato in epoca romana. “Siccome il toro era il simbolo di Thurii –hanno aggiunto gli esperti- se è stato mantenuto in un edificio pubblico di Copia c’era un motivo ben preciso. Conferma che ci fu una continuità non solo urbanistica ma anche storica e amministrativa tra la città greca e quella romana. Non a caso il nome della città inizialmente era Turi-Copia”.
Intanto sono filtrati particolari succulenti circa la sua esposizione nei locali della Fiera di Milano per i quattro giorni della Bit 2006. E’ stato protagonista di visite prestigiose e ammirazione diffusa, soprattutto di addetti ai lavori. Su tutti i critici d’arte, oltre che volti noti del piccolo schermo, Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi, i quali oltre a restare letteralmente affascinati dal “toro cozzante” hanno anche testimoniato con convinzione l’apprezzamento della scelta operata dalla Regione Calabria di abbinare turismo e beni culturali”.
 

Domenico Marino

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