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“Sindaco, assessori, consiglieri tutti, vogliamo farvi una
domanda e vogliamo una risposta. Siete persone giovani, però
siete più vecchi di noi. Vogliamo sapere il futuro del nostro
territorio. Secondo noi non ci sarà mai un riscatto e un
avvenire diverso”. Semplici ma chiari e duri come sempre i
“Ragazzi dell’antenna”, quel gruppo di giovanottini e
signorinelle che hanno cominciato quali per caso e oggi sono il
simbolo della lotta pro-ambiente non solo nel Comune di Cassano.
Stavolta i “Ragazzi” hanno allegato 51 firme alla lettera
indirizzata come sempre a sindaco, assessori, capigruppo e
consiglieri comunali (il sibarita Giuseppe Trevino, di
maggioranza), ai dirigenti municipali e per conoscenza al
sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari Baldo
Pisani.
“Sono trascorsi 600 giorni –hanno scritto nella missiva- e
ancora vi stiamo sollecitando per l’approvazione del piano dove
collocare i tralicci della nuova tecnologia e lo smantellamento
del traliccio di via Plutarco, a Sibari. Sollecitiamo ancora una
volta, visto che siete duri nei nostri confronti, o fate finta
di essere duri. Ma non molleremo finché qualcuno ci dia ascolto
e venga accolta la nostra richiesta, più volte sollecitata.
Continueremo la nostra battaglia perché là sotto (sotto
l’antenna di telefonia mobile incriminata, ndc) ci sono i nostri
fratelli, i vostri figli, ci sono 300 ragazzi che aspettano la
vostra grazia. Non permettiamo che questo caso venga archiviato
e non risolto. Signor sindaco, amministratori tutti, sappiamo
che avete elaborato dei piani dove collocare questi tralicci
sparsi ovunque, ma forse vi siete dimenticati dove li avete
chiusi. Non abbiate paura, sfoderateli, spolverateli, fate le
leggi. Vi invitiamo a riflettere –hanno aggiunto i Ragazzi
dell’antenna- e a tutelarci da ogni fonte di inquinamento,
perché nel nostro territorio ci sono state parecchie sciagure a
causa delle ferriti di zinco, amianto, elettrodotti e altro.
Ancora una volta vi comunichiamo che non siamo contro nessuno e
neanche contro la tecnologia. Ma la tecnologia non può
impossessarsi di noi. Non negateci l’infanzia, siamo i vostri
figli, il vostro futuro. Amministratori, anche noi abbiamo una
dignità, non la violate. Anche noi abbiamo un codice di tutela,
tutelateci”.
Quindi un sospetto. “Se il caso antenna avesse investito prima
Cassano o Lauropoli, come era in programma, senza dubbio sarebbe
già stato risolto”. In coda, il Papa: “Il Papa domenica 6
febbraio predicando ha detto che la vita è un bene inossidabile.
Rifletteteci sopra, dateci una risposta. Aspettiamo che si
compia il miracolo atteso”.
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