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Domattina
sarà avviata l’attività di ricovero presso l’Hospice cittadino.
Lo ha comunicato l’Azienda sanitaria di Rossano con una nota del
suo ufficio stampa che spazza via ogni dubbio e fa tornare
finalmente il sereno sul cielo sanitario locale.
“Da domani –è chiarito nel comunicato- l’Hospice potrà
accogliere, anche in regime di ricovero, sia pazienti affetti da
gravi malattie neoplastiche in fase critica che necessitano di
assistenza palliativa e di supporto non più gestibili a livello
domiciliare, che pazienti affetti da malattie progressive in
fase avanzata a rapida evoluzione, per i quali ogni terapia
finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione non è
possibile o appropriata. Ai ricoverati saranno assicurate alta
professionalità dell’assistenza sanitaria e comfort elevato
(camere singole con bagno, televisore, piccolo frigo, aria
condizionata e temperatura regolabili, armadio personale,
tavolo, sedie e poltrona letto per il familiare che vuole
trattenersi la notte). La struttura di degenza è costituita da 8
stanze per ricoverati, due posti per day hospital, guardiola
caposala, sala infermieri con laboratorio per la preparazione
dei farmaci, bagno attrezzato per non autosufficienti, sala per
interventistica, due ambulatori, studio per medici di reparto,
studio dello psicologo, stanza per volontari”.
Con questa presa di posizione pubblica sembra chiudersi una
volte per tutte il periodo buio rappresentato dal pericolo che
l’Hospice fosse scippato al Cassanese come successo in passato
con altre realtà simili. Sospetti alimentati soprattutto dai
ritardi nell’inaugurazione ufficiale del Centro delle cure
palliative per i malati terminali realizzato, unico in Calabria,
al secondo piano dell’ospedale cittadino. La goccia che ha fatto
traboccare il vaso è stata la promozione alla guida dell’Azienda
ospedaliera dell’Annunziata di Cosenza del primario dell’Hospice
Giovanni Nicotera.
Intanto, sulla polemica sanitaria interviene l’Unione comunale
dei Democratici di sinistra, i quali rispondono anzitutto al
sindaco, Gianluca Gallo, che nei giorni passati ha polemizzato
con il capogruppo della Quercia in consiglio regionale, Franco
Pacenza, circa i quattro posti reni che dovrebbero essere
attivati alla struttura ospedaliera di Cassano centro. “Ci
chiediamo in quali faccende fosse impegnato il sindaco Gallo
durante i lunghi anni della gestione del Centro-
Destra alla Regione Calabria, quando la giunta Chiaravalloti
faceva scempio della sanità e di tutte le istanze del territorio
di Cassano e della Sibaritide. Ci chiediamo perché non ha fatto
sentire la sua autorevole voce quando la sanità cassanese veniva
puntualmente mortificata dalle scelte amministrative e
programmatiche della sua parte politica. Vorremmo
tranquillizzare anche gli amici del comitato per l’Hospice
–hanno aggiunto i diessini- di cui apprezziamo l’attenzione e il
senso civico della loro azione. I Ds sono impegnati, nelle
proprie rappresentanze politiche e istituzionali a ogni livello,
affinché dopo l’imminente avvio della struttura per le cure
palliative, ci continui e si intensifichi un ragionamento per
capire come tutti gli spazi dell’Ospedale possano essere
utilizzati e come poter individuare risorse significative in
questa direzione”. |