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Lunedì
scorso a Spezzano Albanese si è avuta la riprova della funzione
catartica che riveste la poesia quando tocca corde più intime
dei sentimenti umanoidi sempre; l'amicizia, l’affetto, il
ricordo.
E’ questo il ruolo della poesia lirica vista come mezzo per
tramandare la memoria di un’amicizia trasformata da sentimento
personale ad afflato universale, da moto spontaneo dello spirito
umano a rivisitazione in chiave rigeneratrice, quando il
sentimento originario s'interrompe bruscamente per il venir meno
improvviso e immotivato di un’esistenza serena e felice che
lascia nel dubbio, che getta nello sconforto parenti e amici
increduli e inermi di fronte al compiersi di un destino che va
oltre ogni umana comprensione.
La raccolta “ Testimonianza d’amore “ composta dalle più belle “
59 più una poesia “ che lo scorso anno concorsero alla prima
edizione del premio intitolato alla memoria del 27enne Beniamino
Capparelli, voluto dai suoi amici Emanuele Armentano e Johnny
Fusca, trasformatisi per l’occasione in curatori ed editori
dell’opera stessa tramite l’associazione culturale no profit
Medusa, è stata accolta da tutto il numerosissimo e
qualificatissimo pubblico che gremiva la sala consiliare della
cittadina arbéreshe, tra cui gli stessi familiari di Beniamino,
con grande partecipazione emotiva a testimonianza della funzione
catartica della poesia capace di sublimare il dolore e di
rivestire di nuovi contenuti la memoria di una giovinezza
spezzata. La serata affidata al coordinamento della docente
Unical Loredana Giannicola e apertasi con i saluti del sindaco
Ferdinando Nociti ed un affettuoso ricordo di Beniamino da parte
del direttore generale della BCC della Sibaritide Vincenzo
Mauro, è proseguita con gli ispirati interventi di altissimo
tenore culturale ed estetico di Pierfranco Bruni, coordinatore
progetto minoranze etnico-linguistiche del Ministero beni e
attività culturali, Bruna Filippone scrittrice e poetessa,
Concettina Audino presidente università 3a età Bovalino e di
Giuseppe Trebisacce docente Unical.
Protagonista della serata, quindi l’amicizia rivissuta
attraverso la poesia che col suo linguaggio indefinibile ci
mette in colloquio con una realtà che non c’è più; la poesia
come estetica della parola, come speranza in una vita vissuta in
una dimensione di fede, capace di far sentire ai familiari
affranti e muti nel loro incommensurabile dolore, l’affetto di
tutta una comunità che infonde stimoli per reagire.
L’insegnamento della recitazione di brani tratti dal testo con
accompagnamento musicale curato dal maestro Piro Pano e dai suoi
allievi, ha infuso quell’aura di liricità così sintetizzata dal
poeta Francesco Fusca nella sua introduzione al testo : “ questo
nostro tempo ha una necessità smisurata di poesia nel corpo e
nell’anima, nella terra e nel cielo, nei voli pindarici verso
l’universo e nei disastrosi naufragi verso la terrestrità … “ .
I curatori Armentano e Fusca nel ringraziare tutti per la
riuscita manifestazione hanno evidenziato il ruolo primario
avuto dalla BCC della Sibaritide col suo direttore generale
Mauro e l’amministrazione comunale retta dal sindaco Nociti,
particolarmente presente con gli assessori alla P.I. , Ornella
Mauro e allo sport, turismo e tempo libero Giuseppe Muia.
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