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Si chiama Attilio Lanzillotta. Oggi pensionato ultrasettantenne,
è stato per anni segretario comunale nella ravennate
Bagnocavallo. Di origini cassanesi, non ha mai dimenticato la
sua città natia, dalla quale era andato via, senza più
rimettervi piede, sul finire degli anni ’40. Adesso, almeno
idealmente, vi ha fatto ritorno. Donando alla biblioteca civica
due raccolte di poesie, da lui stesso scritte, ed oltre 130
volumi facenti parte di una collezione un pò particolare,
composta quasi esclusivamente da capolavori del giallo e della
fantascienza.
Per capire, echi da un carteggio. Sono i primi giorni del 2006.
Il postino scarica in Municipio una cassa di libri, recante una
lettera d’accompagnamento, sottoscritta da Attilio Lanzillotta.
<<Pensionato da parecchi anni – scrive l’ex segretario comunale
di Bagnocavallo – ho avuto tutto il tempo di pensare e quindi,
preso dalla nostalgia del dialetto del paese natio, ho scritto
due libri, col testo a fronte in lingua, per renderne possibile
la lettura anche ai giovanissimi ed a quanti non conoscono la
nostra parlata>>. Il primo, autobiografico, dal titolo “Cuma na
parmidij”, in copia unica, riservato esclusivamente al sindaco.
Il secondo, “Dieci favole più belle raccontate in dialetto”,
spedito invece in più copie, per favorirne la diffusione nelle
scuole. Dallo scrigno di cartone spuntano inoltre altri 130
testi, contraddistinti dai colori e dai marchi della collana
“Urania”, data alle stampe da Mondadori. Passano pochi giorni.
Il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, prende carta e
penna. <<Nel ringraziarla per la bella iniziativa – fa sapere a
Lanzillotta – le comunico che terrò gelosamente per me il libro
“Cuma na parmidij”. La ringrazio inoltre per il contributo dato
all’opera di conservazione del nostro dialetto>>. Infine, sempre
dal Comune, l’ultima missiva. Destinata stavolta ai dirigenti
delle scuole d’ogni ordine e grado attive in città. <<Si
trasmette copia di libro di poesie in vernacolo, gentilmente
donateci da un nostro compaesano emigrato. L’opera potrà essere
valido strumento di conoscenza per quanti abbiano perduto la
confidenza con l’idioma dei nostri avi>>.
Fine del racconto. Restano da leggere tanti libri. Narrano
dell’amore d’un poeta per la sua terra lontana, abbandonata ma
mai dimenticata. |