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Domenica 19 Febbraio 2006

Cassano – Emigrato cassanese dona collezione di libri alla biblioteca civica.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 21.02.06  h. 8.00

Si chiama Attilio Lanzillotta. Oggi pensionato ultrasettantenne, è stato per anni segretario comunale nella ravennate Bagnocavallo. Di origini cassanesi, non ha mai dimenticato la sua città natia, dalla quale era andato via, senza più rimettervi piede, sul finire degli anni ’40. Adesso, almeno idealmente, vi ha fatto ritorno. Donando alla biblioteca civica due raccolte di poesie, da lui stesso scritte, ed oltre 130 volumi facenti parte di una collezione un pò particolare, composta quasi esclusivamente da capolavori del giallo e della fantascienza.
Per capire, echi da un carteggio. Sono i primi giorni del 2006. Il postino scarica in Municipio una cassa di libri, recante una lettera d’accompagnamento, sottoscritta da Attilio Lanzillotta. <<Pensionato da parecchi anni – scrive l’ex segretario comunale di Bagnocavallo – ho avuto tutto il tempo di pensare e quindi, preso dalla nostalgia del dialetto del paese natio, ho scritto due libri, col testo a fronte in lingua, per renderne possibile la lettura anche ai giovanissimi ed a quanti non conoscono la nostra parlata>>. Il primo, autobiografico, dal titolo “Cuma na parmidij”, in copia unica, riservato esclusivamente al sindaco. Il secondo, “Dieci favole più belle raccontate in dialetto”, spedito invece in più copie, per favorirne la diffusione nelle scuole. Dallo scrigno di cartone spuntano inoltre altri 130 testi, contraddistinti dai colori e dai marchi della collana “Urania”, data alle stampe da Mondadori. Passano pochi giorni. Il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, prende carta e penna. <<Nel ringraziarla per la bella iniziativa – fa sapere a Lanzillotta – le comunico che terrò gelosamente per me il libro “Cuma na parmidij”. La ringrazio inoltre per il contributo dato all’opera di conservazione del nostro dialetto>>. Infine, sempre dal Comune, l’ultima missiva. Destinata stavolta ai dirigenti delle scuole d’ogni ordine e grado attive in città. <<Si trasmette copia di libro di poesie in vernacolo, gentilmente donateci da un nostro compaesano emigrato. L’opera potrà essere valido strumento di conoscenza per quanti abbiano perduto la confidenza con l’idioma dei nostri avi>>.
Fine del racconto. Restano da leggere tanti libri. Narrano dell’amore d’un poeta per la sua terra lontana, abbandonata ma mai dimenticata.

Gianpaolo Iacobini

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