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Come
in ogni guerra che si rispetti, c’è sempre un day after. In
queste righe si racconta del giorno dopo seguito alla
ricostruzione in cronaca degli esiti della crociata lanciata
contro i topi, lo scorso ottobre, dall’amministrazione comunale.
Di fronte al proliferare dei ratti, il Municipio aveva reagito
intimando a mezzo di ordinanza, ai proprietari delle abitazioni
abbandonate e ricettacolo di insetti ed animali, l’immediato
ripristino delle condizioni igienico-sanitarie, con
l’avvertimento che, in difetto, si sarebbe intervenuti
d’iniziativa del Comune ed a spese degli inadempienti. Quattro
mesi dopo, la constatazione: gran parte delle ordinanze sono
rimaste inosservate. Dai destinatari come da Palazzo di città.
Con gran sollievo dei topi che, sia pur decimati dal freddo di
stagione e dalle disinfestazioni dell’Asl, ringraziano per
l’inattesa clemenza, apprestandosi a ridiventare padroni del
borgo antico con l’esplodere della primavera. <<Questo non
accadrà>>, scommette ora l’assessore municipale alla sanità,
Maria Cecilia Renne.
Echi da una conversazione. <<E’ vero>>, riconosce l’assessore
prendendo in prestito una metafora calcistica. <<S’è iniziata
una partita, ed il primo tempo s’è chiuso a nostro sfavore, ma
alla fine vinceremo noi>>. Spiegazioni di merito: <<Era
umanamente impossibile, anche tenendo conto delle diverse e
contemporanee emergenze che il nostro Comune s’è trovato a dover
affrontare in questi mesi, pensare di poter debellare d’un colpo
solo una colonia di topi rigenerata dalle condizioni di degrado
di parte del centro storico. Ad ogni modo, non siamo stati a
guardare, ed abbiamo posto le basi per far nostra la partita>>.
Come? <<Anzitutto, programmando con l’Asl una serie di mirati
interventi di derattizzazione>>. E va bene, ma le famose
ordinanze? Maria Cecilia Renne fornisce cifre e dati, ammettendo
che forse non tutto è andato per il verso giusto. <<Rimedieremo
ad eventuali ritardi>>, precisa. Ed inizia a far di conto: di 15
provvedimenti emessi, alcuni sono stati prontamente eseguiti dai
destinatari. <<Agli altri – assicura – penseremo noi. Gli uffici
hanno già dato esecuzione alle pratiche ancora aperte. Ancora
qualche giorno di pazienza. Poi, i nostri operai provvederanno a
mettere in sicurezza i siti all’origine delle fortune del popolo
dei ratti. Successivamente, un’ancor più accurata opera di
derattizzazione consentirà di frenare il ciclo di riproduzione
dei ratti e di riportare così la situazione alla normalità>>.
Archiviata, invece, l’ipotesi di far ricorso alla necessaria
brutalità delle armi intelligenti. <<Avevamo valutato il
possibile impiego di strumenti ad ultrasuoni – rivela
l’assessore – ma abbiamo dovuto scartare l’ipotesi: il rapporto
tra costi e benefici non è dei migliori>>. Non resta, allora,
che puntare su ordinanze e disinfestazioni. <<Abbiamo perso una
battaglia, ma vinceremo la guerra>>, si congeda l’assessore
Renne.
Lanciata la sfida, non resta che attendere: tra un paio di mesi,
sarà di nuovo day after.
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