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Era il 15 febbraio scorso. A Sibari, tra le teche del muso
archeologico nazionale della Sibaritide, l’assessore regionale
al turismo, Beniamino Donnici, presentava ai cronisti il simbolo
della missione calabrese alla Borsa internazionale del turismo,
in corso di svolgimento a Milano: era il toro cozzante, emblema
della Sybaris magnogreca. A quell’appuntamento avrebbe voluto
essere presente anche il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo,
distratto però dal concomitante arrivo della sua prima figlia,
un batuffolo di nome Ludovica. A distanza di qualche giorno,
arrivano però i commenti del caso. Tutti improntati alla massima
soddisfazione.

<<La scelta dell’assessorato regionale al turismo – fa sapere
Gallo – va apprezzata non per mero compiacimento campanilistico,
bensì perché sottende un’idea culturale che va ben al di là del
pure importante simbolismo. La Regione Calabria dimostra così di
voler investire su un turismo fatto di cultura, peraltro
scegliendo proprio Sibari quale indiscutibile marchio>>.
Aggiunge il primo cittadino cassanese: <<Siamo certi che questa
strada consentirà di mietere successi e buoni risultati.
Ringrazio pubblicamente l’assessore Donnici, per la lungimiranza
ed il coraggio dimostrati, e lo invito a voler intensificare
contatti e rapporti tra la Regione ed i comuni, anche in ambito
turistico. Noi siamo pronti a collaborare per dar vita ad una
programmazione seria ed incisiva, già a partire dall’estate
ormai imminente>>.
Il toro cozzante, reperto in bronzo rinvenuto in un edificio
dell’antica colonia romana Copia durante una campagna di scavi
effettuata dagli archeologi sibariti e dai loro colleghi della
Scuola archeologica italiana di Atene, è un originale greco,
databile più o meno attorno al 400 a. C.. |