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Mercoledì 22 Febbraio 2006

Sibari – Laghi: si lavora per risolvere il caso sbarra.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 23.02.06  h. 7.00

Riassunto delle puntate precedenti: per raggiungere le spiagge dei laghi di Sibari, occorre percorrere una strada privata - di proprietà della società cosentina “Pelagus” - al cui imbocco campeggia una sbarra oggetto di mille dispute e controversie, anche e soprattutto giuridiche. Nel 2005, sul finire di luglio, la questione era divenuta l’oggetto di un protocollo d’intesa volto a regolamentare il transito, lungo la via in parola, dei titolari degli stabilimenti balneari e dei loro fornitori. Un accordo che i sindacati di categoria dei pensionati, rilanciando le difficoltà nel raggiungere la battigia denunciate da molti anziani, avevano sonoramente bocciato, insistendo per una diversa soluzione. Adesso, s’apre uno spiraglio: la sbarra potrebbe rimanere al suo posto, ma il libero accesso al mare potrebbe essere garantito dall’apertura di un’altra strada, già esistente.
La novità emerge da una conferenza di servizi, sollecitata dalla Guardia Costiera e convocata dal Comune di Cassano, che s’è svolta ieri mattina a Palazzo di città. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo; il comandante della Guardia Costiera di Corigliano, Francesco Chirico; i vertici della “Pelagus” ed i gestori dei lidi balneari dei Laghi di Sibari. Com’è andata? <<Durante l’incontro – assicurano fonti ufficiali – il sindaco ha proposto alla “Pelagus” di valutare la possibilità di cedere gratuitamente al Comune una porzione di proprietà privata coincidente con la strada sterrata che corre parallela all’argine sinistro del fiume Crati e che giunge fino al demanio marittimo. E ciò allo scopo di consentire, attraverso essa, la fruibilità pubblica delle aree demaniali marittime>>. La “Pelagus”, dal canto suo, <<s’è riservata di far conoscere in tempi brevi la propria opinione>>. Un sì porrebbe gli arenili del porto turistico nella condizione d’esser serviti da due vie: l’una, riservata all’esclusivo dominio della “Pelagus”; l’altra, invece, offerta ai proprietari degli stabilimenti balneari, ai loro fornitori ed alla generalità dei cittadini. I quali, però, potrebbero giungere con le proprie auto fino al limite del demanio marittimo, senza poter andare oltre né fermarsi in sosta. <<Sul Demanio – tiene a precisare la Guardia Costiera – vigono i divieti di sosta e di transito. Le sole deroghe consentite riguardano persone e mezzi debitamente autorizzati. Per i trasgressori, sono previste severe sanzioni amministrative>>.
Insomma, molti i dettagli ancora da definire ma, al momento, il problema degli eventuali controlli, sebbene rilevante, appare soltanto l’ultimo, almeno nella scaletta delle priorità. Prospettive future: entro la fine di marzo, nuova riunione della conferenza di servizi, per prender cognizione della posizione della “Pelagus”. Subito dopo, in caso di risposta positiva, si darebbe seguito ai necessari adempimenti burocratici ed alla sistemazione della strada oggetto di scambio. Un rifiuto, per contro, lascerebbe immutata la situazione riaccendendo, inevitabilmente, il confronto sul destino della sbarra.

Gianpaolo Iacobini

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