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Riassunto
delle puntate precedenti: per raggiungere le spiagge dei laghi
di Sibari, occorre percorrere una strada privata - di proprietà
della società cosentina “Pelagus” - al cui imbocco campeggia una
sbarra oggetto di mille dispute e controversie, anche e
soprattutto giuridiche. Nel 2005, sul finire di luglio, la
questione era divenuta l’oggetto di un protocollo d’intesa volto
a regolamentare il transito, lungo la via in parola, dei
titolari degli stabilimenti balneari e dei loro fornitori. Un
accordo che i sindacati di categoria dei pensionati, rilanciando
le difficoltà nel raggiungere la battigia denunciate da molti
anziani, avevano sonoramente bocciato, insistendo per una
diversa soluzione. Adesso, s’apre uno spiraglio: la sbarra
potrebbe rimanere al suo posto, ma il libero accesso al mare
potrebbe essere garantito dall’apertura di un’altra strada, già
esistente.
La novità emerge da una conferenza di servizi, sollecitata dalla
Guardia Costiera e convocata dal Comune di Cassano, che s’è
svolta ieri mattina a Palazzo di città. All’incontro hanno
partecipato, tra gli altri, il primo cittadino cassanese,
Gianluca Gallo; il comandante della Guardia Costiera di
Corigliano, Francesco Chirico; i vertici della “Pelagus” ed i
gestori dei lidi balneari dei Laghi di Sibari. Com’è andata?
<<Durante l’incontro – assicurano fonti ufficiali – il sindaco
ha proposto alla “Pelagus” di valutare la possibilità di cedere
gratuitamente al Comune una porzione di proprietà privata
coincidente con la strada sterrata che corre parallela
all’argine sinistro del fiume Crati e che giunge fino al demanio
marittimo. E ciò allo scopo di consentire, attraverso essa, la
fruibilità pubblica delle aree demaniali marittime>>. La “Pelagus”,
dal canto suo, <<s’è riservata di far conoscere in tempi brevi
la propria opinione>>. Un sì porrebbe gli arenili del porto
turistico nella condizione d’esser serviti da due vie: l’una,
riservata all’esclusivo dominio della “Pelagus”; l’altra,
invece, offerta ai proprietari degli stabilimenti balneari, ai
loro fornitori ed alla generalità dei cittadini. I quali, però,
potrebbero giungere con le proprie auto fino al limite del
demanio marittimo, senza poter andare oltre né fermarsi in
sosta. <<Sul Demanio – tiene a precisare la Guardia Costiera –
vigono i divieti di sosta e di transito. Le sole deroghe
consentite riguardano persone e mezzi debitamente autorizzati.
Per i trasgressori, sono previste severe sanzioni
amministrative>>.
Insomma, molti i dettagli ancora da definire ma, al momento, il
problema degli eventuali controlli, sebbene rilevante, appare
soltanto l’ultimo, almeno nella scaletta delle priorità.
Prospettive future: entro la fine di marzo, nuova riunione della
conferenza di servizi, per prender cognizione della posizione
della “Pelagus”. Subito dopo, in caso di risposta positiva, si
darebbe seguito ai necessari adempimenti burocratici ed alla
sistemazione della strada oggetto di scambio. Un rifiuto, per
contro, lascerebbe immutata la situazione riaccendendo,
inevitabilmente, il confronto sul destino della sbarra. |