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Mercoledì 22 Febbraio 2006

Sibari – Laghi di sibari  - La sbarra della discordia - Il caso.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 23.02.06  h. 7.00

Il caso sbarra. La storia comincia nel 2000. Con un’ordinanza contigibile ed urgente ispirata da motivi di sicurezza ed ordine pubblico, il sindaco del tempo, Roberto Senise, dispone la rimozione della sbarra. L’atto viene impugnato davanti al Tribunale amministrativo di Catanzaro. Con successiva sentenza, i giudici catanzaresi riconoscono la ragionevolezza insita nel provvedimento oggetto di gravame, ma ne sottolineano la temporaneità, poiché ricollegata ad esigenze che si manifestano soltanto d’estate. Nella sua sentenza, il Tar suggerisce inoltre l’opportunità d’un’intesa tra le parti pubbliche e private protagoniste della vicenda, per giungere a soluzioni concordate, quali ad esempio la sorveglianza costante dell’impianto nel periodo estivo ovvero la collocazione di una sbarra di tipo automatico azionabile a distanza. Per anni, però, i rapporti restano tesi, ed ogni estate è l’anticamera di accese dispute, anche giudiziarie.
Nel 2005 i nodi vengono al pettine. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Gallo riunisce i contendenti: dalla faticosa concertazione scaturisce un protocollo d’intesa. Si riconosce essere la strada oggetto di contesa <<un bene di esclusiva, piena e legittima proprietà della società “Pelagus”>>. La quale, in virtù di ciò, si impegna dal canto suo a consentire, con rigorose quanto predeterminate modalità, il passaggio dei mezzi autorizzati, oltre che di quelli di soccorso e pubblica utilità, aventi come destinazione finale i lidi che s’affacciano sullo Ionio. Su invito di Comune, Carabinieri e Guardia Costiera, le parti private acconsentono inoltre a partecipare ad una conferenza di servizi da convocare all’indomani della stagione estiva, al fine di disciplinare in maniera compiuta e definitiva modi e tempi d’accesso alla strada che lega i laghi al bagnasciuga.
Nel frattempo, tuttavia, la polemica riesplode feroce. Ed in campo, a contestare la permanenza della sbarra ed a lamentare la compressione del diritto d’accesso al bagnasciuga, scendono addirittura i sindacati di categoria dei pensionati: Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Lo scontro tiene banco da luglio ad agosto, poi s’addormenta col sopraggiungere dell’autunno. Adesso, la svolta. Non ancora consumata, ma almeno a portata a mano.

Gianpaolo Iacobini

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