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Il
caso sbarra. La storia comincia nel 2000. Con un’ordinanza
contigibile ed urgente ispirata da motivi di sicurezza ed ordine
pubblico, il sindaco del tempo, Roberto Senise, dispone la
rimozione della sbarra. L’atto viene impugnato davanti al
Tribunale amministrativo di Catanzaro. Con successiva sentenza,
i giudici catanzaresi riconoscono la ragionevolezza insita nel
provvedimento oggetto di gravame, ma ne sottolineano la
temporaneità, poiché ricollegata ad esigenze che si manifestano
soltanto d’estate. Nella sua sentenza, il Tar suggerisce inoltre
l’opportunità d’un’intesa tra le parti pubbliche e private
protagoniste della vicenda, per giungere a soluzioni concordate,
quali ad esempio la sorveglianza costante dell’impianto nel
periodo estivo ovvero la collocazione di una sbarra di tipo
automatico azionabile a distanza. Per anni, però, i rapporti
restano tesi, ed ogni estate è l’anticamera di accese dispute,
anche giudiziarie.
Nel 2005 i nodi vengono al pettine. L’amministrazione comunale
guidata dal sindaco Gianluca Gallo riunisce i contendenti: dalla
faticosa concertazione scaturisce un protocollo d’intesa. Si
riconosce essere la strada oggetto di contesa <<un bene di
esclusiva, piena e legittima proprietà della società “Pelagus”>>.
La quale, in virtù di ciò, si impegna dal canto suo a
consentire, con rigorose quanto predeterminate modalità, il
passaggio dei mezzi autorizzati, oltre che di quelli di soccorso
e pubblica utilità, aventi come destinazione finale i lidi che
s’affacciano sullo Ionio. Su invito di Comune, Carabinieri e
Guardia Costiera, le parti private acconsentono inoltre a
partecipare ad una conferenza di servizi da convocare
all’indomani della stagione estiva, al fine di disciplinare in
maniera compiuta e definitiva modi e tempi d’accesso alla strada
che lega i laghi al bagnasciuga.
Nel frattempo, tuttavia, la polemica riesplode feroce. Ed in
campo, a contestare la permanenza della sbarra ed a lamentare la
compressione del diritto d’accesso al bagnasciuga, scendono
addirittura i sindacati di categoria dei pensionati: Spi Cgil,
Fnp Cisl e Uilp Uil. Lo scontro tiene banco da luglio ad agosto,
poi s’addormenta col sopraggiungere dell’autunno. Adesso, la
svolta. Non ancora consumata, ma almeno a portata a mano. |