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<<Sicuramente faremo di tutto per migliorare ed arricchire la
gamma dei servizi offerti dal poliambulatorio. Ma guardiamo con
interesse ed attenzione anche all’istituzione del centro di
dialisi>>. E poi, ancora: <<Puntiamo all’entrata in funzione
dell’hospice entro il primo marzo>>.
Era l’8 di febbraio del 2006. Non un’altra vita o una diversa
era geologica: solo due settimane fa. Giuseppe Carbone,
direttore generale dell’azienda sanitaria rossanese, presentava
il suo biglietto da visita al consiglio comunale di Cassano,
riunito in seduta straordinaria ed urgente per discutere della
questione sanità. Le parole del neo direttore generale erano
state accolte con fiducia e speranza. Quindici giorni dopo,
però, i fatti sembrano delineare una realtà diversa dalle
prospettive pure auspicate. E tra una settimana sarà la volta
dell’hospice: il centro di cure palliative per malati terminali
dovrebbe aprire i battenti. Il condizionale è d’obbligo, perché
alla pianta organica non ancora completamente definita
s’aggiungerebbe la mancata predisposizione dei servizi di rete,
indispensabili per i ricoveri.
L’ora della verità: sta per scoccare.
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