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Erano stati, nella primavera del 2004, i promotori della
protesta contro l’impianto di telefonia mobile che sarebbe
dovuto sorgere, di lì a poco, nel cuore del centro abitato
sibarita. Li accomunava la giovane età ed il fatto di
frequentare le scuole dell’obbligo. Per le cronache, erano
semplicemente i ragazzi dell’antenna. Adesso che quella
battaglia è vinta, resta, di tanto in tanto, l’occasione per
rivedersi e fare il punto sulla situazione. Con l’allegra
comitiva che, ancora una volta, torna ad occuparsi di
elettromagnetismo.
<<Sono trascorsi ormai molti mesi dall’avvio della nostra
battaglia – scrivono i ragazzi dell’antenna in una lettera
indirizzata agli amministratori comunali ed alla magistratura
inquirente castrovillarese – e ringraziamo quanti hanno
condiviso la nostra iniziativa. Ci duole tuttavia constatare
come, a distanza di tempo, non si sia riusciti a fare ciò che
invece, nelle settimane passate, è riuscito alla piccola
comunità di Lappano: dotarsi di una disciplina comunale sugli
impianti di <<telefonia mobile>>. Aggiungono: <<Sappiamo che un
tale piano è allo studio del Municipio, ma riteniamo che vi sia
la necessità di non perdere altro tempo. L’inquinamento
elettromagnetico è un nemico pericoloso e nel nostro territorio
ci sono molte famiglie che stanno pagando cara la probabile
esposizione a fonti inquinanti, spesso invisibili e perciò ancor
più pericolose>>. Ribadiscono i ragazzi dell’antenna:
<<Invitiamo i nostri rappresentanti istituzionali, e soprattutto
i consiglieri comunali eletti a Sibari, a far sentire la loro
voce, insistere per l’approvazione del piano, adoperarsi per
l’effettiva demolizione del traliccio su cui avrebbe dovuto
sorgere l’antenna di via Plutarco>>.
In coda, una considerazione: <<Il Papa ha di recente ribadito
l’indispensabilità della vita. Speriamo che altrettanto possano
fare gli amministratori comunali nei nostri riguardi.
Nell’attesa d’una risposta, aspettiamo che si compia il
miracolo>>. |