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Martedì 28 Febbraio 2006

Sibari – Laghi di Sibari: l’acqua inonda i moli. Completamente chiuso lo Stombi. Al lavoro uomini e mezzi del Consorzio di Bonifica.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.02.06  h. 22.00

<<Dai babbo. Fammi una foto. I miei amici creperanno d’invida>>. Domenica pomeriggio. Mentre in città impazza il Carnevale, una tranquilla famigliola passeggia sullo Stombi. Uno dei figli estrae dalla borsa la macchina fotografica ed implora il padre di scattargli la foto che potrebbe valere il sogno d’una vita: camminare sulle acque. Un privilegio un tempo d’Uno solo, adesso alla portata di tutti. Basta recarsi in visita alla foce del dispettoso rigagnolo che unisce al mare aperto le darsene dei Laghi di Sibari, ed il gioco è fatto. Da qualche giorno, infatti, complici le violente mareggiate, lungo lo Stombi non solo è interdetta la navigazione, ma non è più garantito neppure il deflusso delle acque. Col risultato che, sebbene le porte vinciane si siano chiuse a protezione del porto, il livello delle acque è salito tanto da sommergere i pontili ed avvicinarsi minaccioso ai giardini delle villette. <<La situazione – fanno però sapere dal Consorzio di bonifica “Sibari – Crati”, tenuto a garantire il fluire a mare del canale sibarita – sarà presto riportata alla normalità>>. Ed in effetti, già ieri mattina, uomini e mezzi del Consorzio si muovevano come formichine alla foce del rigagnolo per riaprire la strada, tra i muri di sabbia, allo Stombi prigioniero ed assicurargli il contatto con lo Ionio.
Un piccolo passo in avanti, che non cancella però ansie e timori: da mesi, infatti, s’attende che la Regione Calabria trasformi in delibera il promesso stanziamento da oltre tre milioni di euro che dovrebbe lenire le pene del canale sibarita. Analoga attesa circonda le scelte del Comune di Cassano: nei forzieri municipali sono custoditi poco più di trentamila euro. Saranno utilizzati per assicurare la temporanea navigabilità del canale. I relativi lavori di dragaggio, tuttavia, difficilmente potranno avere inizio, in mancanza di certezze sullo stanziamento di ulteriori somme: a Palazzo di città, infatti, nessuno vuol correre il rischio di spendere ora e di vedere lo Stombi chiuso in estate, magari a seguito di un’improvvisa mareggiata agostana.
Insomma, guai su guai, in una vicenda ricca di colpi di scena. Nei giorni scorsi sarebbe infatti ufficialmente scoppiata quella che, mesi fa, il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, Nunzio Masotina, aveva ribattezzato come la “madre di tutte le battaglie”, ovvero il confronto sulla titolarità dello specchio acqueo del porto. Si racconta: dopo aver inoltrato al Municipio richiesta di rifacimento dei pontili, gli amministratori di un condominio si sarebbero imbattuti in una realtà loro ignota: proprietaria dello specchio acqueo sarebbe, in forza di regolare titolo, la società “Casa Bianca group”, ente gestore dei Cantieri nautici. La stessa società, stando agli accertamenti svolti dal Comune, che s’è comunque riservato di approfondire la questione, sarebbe inoltre proprietaria delle banchine e d’una fascia di rispetto della lunghezza di cinque metri, da misurarsi risalendo la terraferma a partire dal ciglio d’ogni banchina ed a finire paradossalmente, in molti casi, nei giardini di altrettante villette. <<Una situazione complessa – ammette ora telegrafico Masotina – che stiamo cercando di chiarire, per evitare l’insorgere di controversie>>.
Il confronto sarebbe appena agli inizi. Intanto, lo Stombi insabbiato continua a dispensare miracoli. Non è escluso possa diventare meta di pellegrinaggi.

Gianpaolo Iacobini

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