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<<Dai
babbo. Fammi una foto. I miei amici creperanno d’invida>>.
Domenica pomeriggio. Mentre in città impazza il Carnevale, una
tranquilla famigliola passeggia sullo Stombi. Uno dei figli
estrae dalla borsa la macchina fotografica ed implora il padre
di scattargli la foto che potrebbe valere il sogno d’una vita:
camminare sulle acque. Un privilegio un tempo d’Uno solo, adesso
alla portata di tutti. Basta recarsi in visita alla foce del
dispettoso rigagnolo che unisce al mare aperto le darsene dei
Laghi di Sibari, ed il gioco è fatto. Da qualche giorno,
infatti, complici le violente mareggiate, lungo lo Stombi non
solo è interdetta la navigazione, ma non è più garantito neppure
il deflusso delle acque. Col risultato che, sebbene le porte
vinciane si siano chiuse a protezione del porto, il livello
delle acque è salito tanto da sommergere i pontili ed
avvicinarsi minaccioso ai giardini delle villette. <<La
situazione – fanno però sapere dal Consorzio di bonifica “Sibari
– Crati”, tenuto a garantire il fluire a mare del canale
sibarita – sarà presto riportata alla normalità>>. Ed in
effetti, già ieri mattina, uomini e mezzi del Consorzio si
muovevano come formichine alla foce del rigagnolo per riaprire
la strada, tra i muri di sabbia, allo Stombi prigioniero ed
assicurargli il contatto con lo Ionio.
Un piccolo passo in avanti, che non cancella però ansie e
timori: da mesi, infatti, s’attende che la Regione Calabria
trasformi in delibera il promesso stanziamento da oltre tre
milioni di euro che dovrebbe lenire le pene del canale sibarita.
Analoga attesa circonda le scelte del Comune di Cassano: nei
forzieri municipali sono custoditi poco più di trentamila euro.
Saranno utilizzati per assicurare la temporanea navigabilità del
canale. I relativi lavori di dragaggio, tuttavia, difficilmente
potranno avere inizio, in mancanza di certezze sullo
stanziamento di ulteriori somme: a Palazzo di città, infatti,
nessuno vuol correre il rischio di spendere ora e di vedere lo
Stombi chiuso in estate, magari a seguito di un’improvvisa
mareggiata agostana.
Insomma, guai su guai, in una vicenda ricca di colpi di scena.
Nei giorni scorsi sarebbe infatti ufficialmente scoppiata quella
che, mesi fa, il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”,
Nunzio Masotina, aveva ribattezzato come la “madre di tutte le
battaglie”, ovvero il confronto sulla titolarità dello specchio
acqueo del porto. Si racconta: dopo aver inoltrato al Municipio
richiesta di rifacimento dei pontili, gli amministratori di un
condominio si sarebbero imbattuti in una realtà loro ignota:
proprietaria dello specchio acqueo sarebbe, in forza di regolare
titolo, la società “Casa Bianca group”, ente gestore dei
Cantieri nautici. La stessa società, stando agli accertamenti
svolti dal Comune, che s’è comunque riservato di approfondire la
questione, sarebbe inoltre proprietaria delle banchine e d’una
fascia di rispetto della lunghezza di cinque metri, da misurarsi
risalendo la terraferma a partire dal ciglio d’ogni banchina ed
a finire paradossalmente, in molti casi, nei giardini di
altrettante villette. <<Una situazione complessa – ammette ora
telegrafico Masotina – che stiamo cercando di chiarire, per
evitare l’insorgere di controversie>>.
Il confronto sarebbe appena agli inizi. Intanto, lo Stombi
insabbiato continua a dispensare miracoli. Non è escluso possa
diventare meta di pellegrinaggi. |