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«Oggi
siamo immersi nella comunicazione, che è il nostro pane
quotidiano. Ecco perché il giornalista riveste un ruolo sempre
più importante e delicato. A lui è affidato il compito di
arricchire il nostro bagaglio culturale, il nostro modo di
pensare, il nostro senso critico». È l'identikit dell'operatore
dell'informazione tracciato dall'arcivescovo metropolita di
Cosenza-Bisignano monsignor Salvatore Nunnari. Che è pure
giornalista pubblicista e socio onorario del Circolo della
stampa "Pollino Sibaritide".
Il presule è stato ospite d'onore e relatore unico del
convegno-dibattito sul tema "La professione del giornalista al
servizio dell'informazione e dello sviluppo culturale ed etico",
svoltosi ieri mattina nel teatro Sybaris del protoconvento
francescano di Castrovillari. Un'attività di orientamento
organizzata dal liceo ginnasio "Giuseppe Garibaldi" e
dall'Istituto statale d'arte "Andrea Alfano" della cittadina del
Pollino. Ai lavori, introdotti dal dirigente scolastico
professor Narciso Simonetti, ha partecipato anche il vescovo
della Diocesi di Cassano monsignor Domenico Graziani, che è
intervenuto solo per porgere a mons. Nunnari un gioioso
benvenuto nel territorio diocesano cassanese, per la prima volta
da quando si è insediato sulla cattedra episcopale cosentina.
L'intervento del vescovo-giornalista ha spaziato a largo raggio,
partendo dall'organizzazione della professione, per passare
all'accesso alla categoria e poi entrare nel ruolo, nell'etica,
nelle responsabilità dell'operatore dell'informazione: «Spesso
quando i giornalisti entrano in un grande quotidiano o emittente
televisiva non hanno tutta la libertà che credevano di avere. Eh
sì, perché non dovete dimenticare che gli editori, i proprietari
dei grandi media sono i grandi imprenditori».
Mons. Nunnari ha sottolineato la «grande onestà intellettuale di
tanti giornalisti, anche impegnati in giornali politicamente
schierati» e ha consigliato ai ragazzi di tenere un
atteggiamento critico quando si legge un giornale o si guarda la
Tv: «Bisogna filtrare i messaggi che arrivano, cercare la
verità».Quindi ha analiticamente snocciolato indicazioni utili
al buon giornalista: «E-saltare sempre la verità, fare
attenzione a non sbattere il mostro in prima pagina, rispettare
la dignità della persona, rispettare chi usufruisce della
notizia e chi ne è interessato. E poi spogliarsi dei pregiudizi,
delle proprie passioni, dei "consigli" del potere. Essere, in
sostanza, un uomo libero».
Mons. Nunnari ha bocciato duramente i reality, definendoli
«figli del pensiero debole». Ha puntato il dito anche contro la
classe politica, dichiarando che «non sta giungendoci un gran
bello spettacolo. Chi ci sta dando -s'è interrogato con un
sarcasmo amaro - il programma del futuro governo?». Su questa
scia citato Alcide De Gasperi, indicandolo come uno dei più
grandi statisti italiani.
In coda, le risposte dell'arcivescovo alle numerose, calzanti e
a tratti pure provocatorie domande degli studenti: Stefano,
Carmine, Angela, Camillo e altri ancora, che hanno parlato
chiesto chiarimenti su censura, giornalismo spazzatura, gos-sip
imperante e molto altro.
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