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Il
piano per aprire l’Hospice. Pare sia stata trovato un minimo
d’intesa tra l’Azienda sanitaria della Sibaritide che ha sede a
Rossano e i vertici del neonato Centro di medicina palliativa e
del dolore realizzato al primo piano dell’ospedale di località
Ponte nuovo. Una struttura all’avanguardia, sinora unica in
Calabria, che però non riesce ancora a trovare la strada giusta
per entrare definitivamente e completamente in funzione.
Strano, vero?
In base a quanto trapelato uno degli ostacoli più seri da
superare è legato al personale medico da impiegare nell’Hospice
per consentire la necessaria turnazione utile a coprire i ruoli
in tutte le 24 ore. Per bypassare questo imbuto, è stato
proposto l’impiego nella struttura sanitaria dei medici che
svolgono il compito di guardia medica nel territorio comunale
cassanese, ma che non completano il monte ore totali. E’ una
ipotesi concreta, che potrebbe davvero superare l’impasse
attuale, spalancando una volta per tutte le porte dell’Hospice
cittadino. Che ripagherebbe dopo quarant’anni la promessa
sanitaria che Cassano aspetta senza sosta.
Soprattutto, l’avvio definitivo dell’Hospice spazzerebbe via il
timore, avvertito da più parti, secondo il quale questo
avamposto sanitario potrebbe fare la stessa fine del Centro di
riabilitazione che l’Azienda sanitaria aveva previsto per
l’ospedale di Ponte nuovo ma che poi è stato, improvvisamente e
inspiegabilmente, smembrato e trasferito altrove. E pensare che
in quella occasione c’era stata addirittura l’inaugurazione
ufficiale con il sindaco in fascia trifole, il direttore
generale dell’As in doppiopetto, le televisioni, le macchine
fotografiche, le domande e le risposte dei cronisti, i sorrisi e
le strette di mano. E stavolta potrebbe ripetersi una beffa
analoga, magari a favore dell’ospedale unico della Sibaritide di
cui si parla da anni, e che è sponsorizzato da consiglieri
regionali “di peso” che hanno il loro bacino elettorale
anzitutto tra Corigliano e Rossano. E’ agevole, perciò,
malignare che l’eventuale nuova, maxi struttura non sorga nel
baricentro geografico della Piana, (cioè a Sibari), ma in quello
economico, demografico ed elettorale: tra Corigliano e Rossano.
Per ora si tratta solo di sospetti infondati, per carità. Ma si
sa che a pensare male si fa peccato ma…
Sul caso è alta anche l’attenzione dell’amministrazione
comunale, che dialoga tanto con il direttore dell’Hospice
Giovanni Nicotera quanto con il direttore generale dell’As
Giuseppe Carbone. “Stiamo vigilando sulla vicenda –ha dichiarato
il sindaco Gianluca Gallo- avendo continui contatti con il
dottore Nicotera quanto con il dr. Carbone. Ci stiamo accorgendo
che la vicenda è in evoluzione. Ma non bisogna mai dimenticare
che il progetto di apertura sembrava a un passo e invece ha
registrato una battuta d’arresto”. L’inaugurazione ufficiale,
con tanto di cerimonia come il Centro di riabilitazione, era
stata fissata per ottobre. Ma salto perché, fu chiarito in
quella occasione erano il presidente Loiero e l’assessore era
indisponibili.
“Non permetteremo –ha aggiunto Gallo- che il credito che Cassano
ha nel settore sanitario resti impagato”. Il primo cittadino
ammette d’avere sentito parlare del piano che prevede l’utilizzo
nell’Hospice dei medici della Guardia medica: “Abbiamo sentito
anche noi che potrebbe essere la soluzione giusta al caso. Ma
non so se può essere anche quella definitiva. Mi auguro lo sia”.
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