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S’apre
uno spiraglio importante per la Provincia italoalbanese della
Sibaritide e del Pollino: domani una delegazione del fronte sarà
al Senato della Repubblica per un'audizione formale dinanzi
all’Ufficio di presidenza della Commissione Affari
costituzionali. Assieme al leader del Coordinamento nazionale
nuove province nonché anima e corpo del sogno sibarita, Giacinto
Casciaro, saranno a Roma il sindaco di Cassano Gianluca Gallo e
l’assessore del Comune di Corigliano Anna Maria Brunetti. Top
secret il programma dell’audizione. Ma è probabile si discuterà
anche e soprattutto delle vibrate proteste che nelle ultime
settimane hanno sollevato prima lo stesso Casciaro e poi Gallo
in qualità di presidente della Consulta dei sindaci della
Sibaritide-Pollino e dell’entroterra italoalbanese che hanno
aderito al disegno di legge pro-Sibari.
La protesta, formale, è stata indirizzata al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla presidenza
del Consiglio dei ministri Gianni Letta, al portavoce di Forza
Italia Sandro Bondi, al segretario generale del Consiglio dei
ministri Mario Masi, al presidente della Commissione Affari
costituzionali del Senato della Repubblica Andrea Pastore. Gli
amministratori hanno finalmente alzato la voce per gridare
contro le lentezze del Governo sulla richiesta di autonomia
istituzionale che si alza da Sibari come da Aversa, Avezzano,
Sulmona, Melfi, Venezia Orientale e Bassano del Grappa. Le
“sette sorelle” riunite nel Coordinamento nazionale nuove
province (Cnnp) speravano che i rispettivi disegni di legge
durante questa legislatura passassero almeno all’esame d’una
delle due Camere, per dimezzare il percorso che dovranno fare
nella prossima legislatura. E invece così non è stato, nel
silenzio tombale e colpevole dei parlamentari di maggioranza
eletti nei territori interessati alle nuove Province:
Sibaritide-Pollino in testa.
Nei giorni scorsi, su queste stesse colonne, il Cnnp ha
denunciato l’immobilismo della politica. “Dopo l’istituzione
delle province di Fermo, Barletta e Monza –ha dichiarato il
quella occasione- le forze di governo e parlamentari avevano
definito realistica la possibilità di concludere l’iter in
almeno un ramo del parlamento in modo da ottenere, senza oneri
finanziari, una priorità per la prossima legislatura. E così
senza costringere i Comitati a ricominciare di nuovo l’iter
parlamentare. Invece, in poche ore questo obiettivo sembra
vanificato e la commissione Affari costituzionali propone
l’approvazione di un ordine del giorno del tutto inutile
“Si protesta formalmente -ha scritto invece Gallo ieri- e con
conseguenze delle opportune misure durante la campagna
elettorale, nei confronti della maggioranza di Governo per il
mancato parere, a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere,
della commissione Affari costituzionali del Senato circa
l’istituzione di sette nuove province, secondo le indicazioni
del Governo (sottosegretario D’Alì) nella seduta del 19 maggio
2004 della Commissione stessa. E’ appena il caso di rammentare
-ha aggiunto il presidente della Consulta dei sindaci- che gli
Onorevoli rappresentanti e portavoce del Governo in indirizzo, a
seguito delle manifestazioni romane che hanno visto la presenza
di duecento Sindaci in fascia tricolore, avevano assunto precisi
impegni, ritenendo evidentemente legittime le attese di circa
due milioni di italiani, di portare a termine, compatibilmente
con i restanti tempi in questa legislatura, tutto quanto
istituzionalmente possibile e doveroso a partire dal parere
della citata commissione Affari costituzionali”.
In coda, Gianluca Gallo chiarisce che “dal resoconto sommario
del 12 gennaio ultimo scorso di detta commissione, sembra invece
che vi sia traccia di una volontà politica della maggioranza,
contrariamente agli impegni assunti, che tende a stilare e ad
approvare un semplice ordine del giorno, nella seduta odierna,
che il Cnnp ha già rigettato”. |