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Martedì 24 Gennaio 2006

Cassano - Casciaro, Gallo e Brunetti in audizione presso l'ufficio di presidenza della Commissione Affari Costitutzionali - Per la provincia italoalbanese della Sibaritide-Pollino s'apre uno spiraglio

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 25.01.06  h. 7.00

S’apre uno spiraglio importante per la Provincia italoalbanese della Sibaritide e del Pollino: domani una delegazione del fronte sarà al Senato della Repubblica per un'audizione formale dinanzi all’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali. Assieme al leader del Coordinamento nazionale nuove province nonché anima e corpo del sogno sibarita, Giacinto Casciaro, saranno a Roma il sindaco di Cassano Gianluca Gallo e l’assessore del Comune di Corigliano Anna Maria Brunetti. Top secret il programma dell’audizione. Ma è probabile si discuterà anche e soprattutto delle vibrate proteste che nelle ultime settimane hanno sollevato prima lo stesso Casciaro e poi Gallo in qualità di presidente della Consulta dei sindaci della Sibaritide-Pollino e dell’entroterra italoalbanese che hanno aderito al disegno di legge pro-Sibari.
La protesta, formale, è stata indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, al portavoce di Forza Italia Sandro Bondi, al segretario generale del Consiglio dei ministri Mario Masi, al presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato della Repubblica Andrea Pastore. Gli amministratori hanno finalmente alzato la voce per gridare contro le lentezze del Governo sulla richiesta di autonomia istituzionale che si alza da Sibari come da Aversa, Avezzano, Sulmona, Melfi, Venezia Orientale e Bassano del Grappa. Le “sette sorelle” riunite nel Coordinamento nazionale nuove province (Cnnp) speravano che i rispettivi disegni di legge durante questa legislatura passassero almeno all’esame d’una delle due Camere, per dimezzare il percorso che dovranno fare nella prossima legislatura. E invece così non è stato, nel silenzio tombale e colpevole dei parlamentari di maggioranza eletti nei territori interessati alle nuove Province: Sibaritide-Pollino in testa.
Nei giorni scorsi, su queste stesse colonne, il Cnnp ha denunciato l’immobilismo della politica. “Dopo l’istituzione delle province di Fermo, Barletta e Monza –ha dichiarato il quella occasione- le forze di governo e parlamentari avevano definito realistica la possibilità di concludere l’iter in almeno un ramo del parlamento in modo da ottenere, senza oneri finanziari, una priorità per la prossima legislatura. E così senza costringere i Comitati a ricominciare di nuovo l’iter parlamentare. Invece, in poche ore questo obiettivo sembra vanificato e la commissione Affari costituzionali propone l’approvazione di un ordine del giorno del tutto inutile
“Si protesta formalmente -ha scritto invece Gallo ieri- e con conseguenze delle opportune misure durante la campagna elettorale, nei confronti della maggioranza di Governo per il mancato parere, a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere, della commissione Affari costituzionali del Senato circa l’istituzione di sette nuove province, secondo le indicazioni del Governo (sottosegretario D’Alì) nella seduta del 19 maggio 2004 della Commissione stessa. E’ appena il caso di rammentare -ha aggiunto il presidente della Consulta dei sindaci- che gli Onorevoli rappresentanti e portavoce del Governo in indirizzo, a seguito delle manifestazioni romane che hanno visto la presenza di duecento Sindaci in fascia tricolore, avevano assunto precisi impegni, ritenendo evidentemente legittime le attese di circa due milioni di italiani, di portare a termine, compatibilmente con i restanti tempi in questa legislatura, tutto quanto istituzionalmente possibile e doveroso a partire dal parere della citata commissione Affari costituzionali”.
In coda, Gianluca Gallo chiarisce che “dal resoconto sommario del 12 gennaio ultimo scorso di detta commissione, sembra invece che vi sia traccia di una volontà politica della maggioranza, contrariamente agli impegni assunti, che tende a stilare e ad approvare un semplice ordine del giorno, nella seduta odierna, che il Cnnp ha già rigettato”.

Domenico Marino

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