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“Un consiglio comunale per discutere della situazione sanitaria
cassanese, magari aperto anche al nuovo Direttore generale
dell’Azienda sanitaria di Rossano per trovare una soluzione
definitiva ai problemi ambulatoriali ed ospedalieri per far sì
che cittadini di Cassano abbiano diritto, all’assistenza
sanitaria”. E’ una proposta lanciata dal capogruppo dei
Socialisti riformisti in consiglio comunale, Stefano Petrosino.
Che aggiunge: “La situazione sanitaria pubblica e privata in
questo paese va trattata in modo serio e concreto, non può
assolutamente essere affrontata con leggerezza o per sentito
dire. In questi ultimi mesi è evidente il calo d’attenzione nei
confronti della sanità nel nostro paese da parte dei dirigenti
dell’As della Sibaritide”.
E il socialista non parla solo dell’inspiegabile ritardo
nell’attivazione dell’Hospice, ma anche e soprattutto delle
troppe emergenze sofferte al Poliambulatorio cittadino: “Gli
ambulatori presentano delle lacune in vari vettori –ha
dichiarato Petrosino-. I socialisti condannano i dirigenti dell’As
e in particolare il Distretto di Trebisacce per la disparità con
cui vengono erogati alcuni servizi di specialistica
ambulatoriale, come l’Odontoiatria sempre carente di materiale
sanitario e quindi incapace di poter offrire un’assistenza
continua all’utenza. Mentre lo stesso specialista riesce a
espletare la sua mansione nell’ambulatorio di Trebisacce che
funziona a pieno regime. Poi registriamo tempi d’attesa
lunghissimi per alcune branche. In alcuni casi si arriva anche a
3, 4 mesi d’attesa”.
Non si ferma l’elenco della mancanze sottoscritto dal capogruppo
socialista: “Non esiste un servizio di Ecografia, la Radiologia
è retta solo da un medico responsabile e un tecnico nonostante
Cassano rappresenti il 40% dell’utenza del Distretto di
Trebisacce. Pretendiamo pari opportunità e pari dignità per i
nostri cittadini, che non possono essere trattati come assistiti
di serie B. Né tanto meno permetteremo a nessuno di
strumentalizzare e giocare sulla salute dei Cassanesi”.
In coda, Stefano Petrosino apre il capitolo Hospice e ricorda un
avvenimento triste: “I cittadini di Cassano consideravano l’Hospice
un capitolo chiuso e invece a tutt’oggi si cercano con affanno
fondi e risorse umane per farlo partire a regime. Eppure è
arredato di tutto punto. Non dimentichiamo che qualche anno fa
per il reparto di Riabilitazione sono stati spesi 1,2 miliardi
di lire tra attrezzature e ristrutturazione. Di ciò i Cassanesi
hanno ereditato per souvenir le due vasche per la riabilitazione
che giacciano in qualche scantinato. Non vogliamo che l’Hospice
faccia la stessa fine. Ne accettiamo le dichiarazioni dei Ds,
che ci fanno ricordare metodi stalinisti di un recente passato”.
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