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Martedì 24 Gennaio 2006

Cassano - Stefano Petrosino chiede un consiglio comunale per discutere della situazione saninatia cassanese.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 25.01.06  h. 7.00

“Un consiglio comunale per discutere della situazione sanitaria cassanese, magari aperto anche al nuovo Direttore generale dell’Azienda sanitaria di Rossano per trovare una soluzione definitiva ai problemi ambulatoriali ed ospedalieri per far sì che cittadini di Cassano abbiano diritto, all’assistenza sanitaria”. E’ una proposta lanciata dal capogruppo dei Socialisti riformisti in consiglio comunale, Stefano Petrosino. Che aggiunge: “La situazione sanitaria pubblica e privata in questo paese va trattata in modo serio e concreto, non può assolutamente essere affrontata con leggerezza o per sentito dire. In questi ultimi mesi è evidente il calo d’attenzione nei confronti della sanità nel nostro paese da parte dei dirigenti dell’As della Sibaritide”.
E il socialista non parla solo dell’inspiegabile ritardo nell’attivazione dell’Hospice, ma anche e soprattutto delle troppe emergenze sofferte al Poliambulatorio cittadino: “Gli ambulatori presentano delle lacune in vari vettori –ha dichiarato Petrosino-. I socialisti condannano i dirigenti dell’As e in particolare il Distretto di Trebisacce per la disparità con cui vengono erogati alcuni servizi di specialistica ambulatoriale, come l’Odontoiatria sempre carente di materiale sanitario e quindi incapace di poter offrire un’assistenza continua all’utenza. Mentre lo stesso specialista riesce a espletare la sua mansione nell’ambulatorio di Trebisacce che funziona a pieno regime. Poi registriamo tempi d’attesa lunghissimi per alcune branche. In alcuni casi si arriva anche a 3, 4 mesi d’attesa”.
Non si ferma l’elenco della mancanze sottoscritto dal capogruppo socialista: “Non esiste un servizio di Ecografia, la Radiologia è retta solo da un medico responsabile e un tecnico nonostante Cassano rappresenti il 40% dell’utenza del Distretto di Trebisacce. Pretendiamo pari opportunità e pari dignità per i nostri cittadini, che non possono essere trattati come assistiti di serie B. Né tanto meno permetteremo a nessuno di strumentalizzare e giocare sulla salute dei Cassanesi”.
In coda, Stefano Petrosino apre il capitolo Hospice e ricorda un avvenimento triste: “I cittadini di Cassano consideravano l’Hospice un capitolo chiuso e invece a tutt’oggi si cercano con affanno fondi e risorse umane per farlo partire a regime. Eppure è arredato di tutto punto. Non dimentichiamo che qualche anno fa per il reparto di Riabilitazione sono stati spesi 1,2 miliardi di lire tra attrezzature e ristrutturazione. Di ciò i Cassanesi hanno ereditato per souvenir le due vasche per la riabilitazione che giacciano in qualche scantinato. Non vogliamo che l’Hospice faccia la stessa fine. Ne accettiamo le dichiarazioni dei Ds, che ci fanno ricordare metodi stalinisti di un recente passato”.
 

Domenico Marino

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