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Sogno Provincia: adesso tocca alla Politica. Comuni, consiglieri
e assessori provinciali e regionali, parlamentari, associazioni
di categoria e tutti gli altri devono battere un colpo. Se ci
sono!
Dopo la posizione pilatesca assunta dalla Commissione Affari
costituzionali del Senato, e con essa tutta la XIV legislatura,
per dare una svolta all’iter pro-Provincia nella prossima
legislatura, la Politica e i territori devono fare sentire la
propria voce. Gridando, se necessario. Non si può continuare a
restare spettatori più o meno indifferenti dinanzi alla
richiesta di decentramento che giunge da oltre 2 milioni di
abitanti per tutte e sette le sorelle d’Italia riunite nel
Coordinamento nazionale nuove province (Cnnp) e per quasi 220
mila abitanti solo per la provincia italo-albanese della
Sibaritide e del Pollino. Proprio negli ultimi giorni il fronte
pro-Sibari è lievitato ben oltre i 38 Comuni e i conseguenti 208
mila abitanti iniziali. Si è giunti a 42 Comuni e quasi 220 mila
abitanti grazie alle adesioni di Firmo, Acquaformosa, San
Lorenzo Bellizzi e Lungro. E non è finita, perché sono attese
anche le adesioni di Civita, Frascineto e forse anche San
Lorenzo Bellizzi. Cioè delle realtà italoalbanesi coinvolte
direttamente anche nella denominazione della nuova Provincia
dopo la proposta del sindaco di Lungro Vincenzo Iannuzzi.
Ma se i territori, le popolazioni, i sindacati, le scuole, i
partiti, i Comuni, la base, insomma, non capisce che bisogna
prendersela la Provincia perché superando le lentezze romane,
non si andrà da nessuna parte. Nonostante il disegno di legge
pro-Sibari abbia tutte le carte in regola! Il collo della
bottiglia istituzionale che intrappola i sogni di decentramento,
è tutto qui. Bisogna chiedere il conto ai parlamentari e
pretendere impegni concreti già in campagna elettorale. Il
problema della copertura finanziaria, appare ormai una scusa
quasi superata. Comunque debole di fronte alla richiesta di
oltre e milioni di Italiani, che legittimamente e con le carte
in regola chiedono di autogovernarsi. Se lo Stato non trova i
soldi per questo, per cosa li trova?
Ma quanto costa realizzare una Provincia? L’argomento è stato
affrontato, seppure sommariamente, mercoledì pomeriggio
nell’aula della commissione Affari costituzionali del Senato
della Repubblica. Il presidente nazionale del Cnnp nonché leader
del fronte pro-Sibari, Giacinto Casciaro ha fatto qualche cifra,
parlando di 15 milioni di euro per ogni singola città, per 105
milioni di euro complessivamente. Ma ha aggiunto che i Comuni
dei futuri eventuali capoluoghi sono pronti a mettere a
disposizione gratuitamente strutture e altro utile a
concretizzare il decentramento. Le cifre citate da Casciaro sono
motivate da un’analisi dei costi necessari nel recente passato
per concretizzare le neonate Province di Fermo, Monza e
Barletta-Andria-Trani. Per coprire la spesa relativa a tutte le
“sette sorelle”, il leader del Cnnp ha chiarito che una delle
ipotesi al vaglio è era quella di dilazionare la somma in cinque
anni. Assai diverse sono invece le cifre sui vantaggi che una
Provincia potrebbe dare, a esempio, a Sibaritide, Pollino ed
entroterra italoalbanese.
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