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Sabato 28 Gennaio 2006

Cassano - La Provincia italo - albanese della Sibaritide e del Pollino comincia a divenire un sogno che potra avverarsi soltanto se la politica si rimboccherà le maniche.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 28.01.06  h. 16.00

Sogno Provincia: adesso tocca alla Politica. Comuni, consiglieri e assessori provinciali e regionali, parlamentari, associazioni di categoria e tutti gli altri devono battere un colpo. Se ci sono!
Dopo la posizione pilatesca assunta dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, e con essa tutta la XIV legislatura, per dare una svolta all’iter pro-Provincia nella prossima legislatura, la Politica e i territori devono fare sentire la propria voce. Gridando, se necessario. Non si può continuare a restare spettatori più o meno indifferenti dinanzi alla richiesta di decentramento che giunge da oltre 2 milioni di abitanti per tutte e sette le sorelle d’Italia riunite nel Coordinamento nazionale nuove province (Cnnp) e per quasi 220 mila abitanti solo per la provincia italo-albanese della Sibaritide e del Pollino. Proprio negli ultimi giorni il fronte pro-Sibari è lievitato ben oltre i 38 Comuni e i conseguenti 208 mila abitanti iniziali. Si è giunti a 42 Comuni e quasi 220 mila abitanti grazie alle adesioni di Firmo, Acquaformosa, San Lorenzo Bellizzi e Lungro. E non è finita, perché sono attese anche le adesioni di Civita, Frascineto e forse anche San Lorenzo Bellizzi. Cioè delle realtà italoalbanesi coinvolte direttamente anche nella denominazione della nuova Provincia dopo la proposta del sindaco di Lungro Vincenzo Iannuzzi.
Ma se i territori, le popolazioni, i sindacati, le scuole, i partiti, i Comuni, la base, insomma, non capisce che bisogna prendersela la Provincia perché superando le lentezze romane, non si andrà da nessuna parte. Nonostante il disegno di legge pro-Sibari abbia tutte le carte in regola! Il collo della bottiglia istituzionale che intrappola i sogni di decentramento, è tutto qui. Bisogna chiedere il conto ai parlamentari e pretendere impegni concreti già in campagna elettorale. Il problema della copertura finanziaria, appare ormai una scusa quasi superata. Comunque debole di fronte alla richiesta di oltre e milioni di Italiani, che legittimamente e con le carte in regola chiedono di autogovernarsi. Se lo Stato non trova i soldi per questo, per cosa li trova?
Ma quanto costa realizzare una Provincia? L’argomento è stato affrontato, seppure sommariamente, mercoledì pomeriggio nell’aula della commissione Affari costituzionali del Senato della Repubblica. Il presidente nazionale del Cnnp nonché leader del fronte pro-Sibari, Giacinto Casciaro ha fatto qualche cifra, parlando di 15 milioni di euro per ogni singola città, per 105 milioni di euro complessivamente. Ma ha aggiunto che i Comuni dei futuri eventuali capoluoghi sono pronti a mettere a disposizione gratuitamente strutture e altro utile a concretizzare il decentramento. Le cifre citate da Casciaro sono motivate da un’analisi dei costi necessari nel recente passato per concretizzare le neonate Province di Fermo, Monza e Barletta-Andria-Trani. Per coprire la spesa relativa a tutte le “sette sorelle”, il leader del Cnnp ha chiarito che una delle ipotesi al vaglio è era quella di dilazionare la somma in cinque anni. Assai diverse sono invece le cifre sui vantaggi che una Provincia potrebbe dare, a esempio, a Sibaritide, Pollino ed entroterra italoalbanese.
 

Domenico Marino

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