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Domenica 29 Gennaio 2006

Sibari-  Immigrazione: il rovescio della medaglia L'accoglienza, un dono

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 29.01.06  h. 23.30

L’altro volto della operazione che giovedì ha alzato il coperchio sull’inquietante vaso di Pandora che nella Sibaritide nasconde favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Il dietro le quinte del blitz eseguito dalla Questura di Cosenza e dal Commissariato di Castrovillari con 74 extracomunitari denunciati assieme ai cinque italiani autisti dei furgoni che li trasportavano, e dei 3 africani finiti in manette.
E’ l’opera di assistenza e aiuto dei volontari del Centro d’accoglienza Charitas “Francesco Sancineto” di Sibari. Il gruppo, coordinato da Francesco Ferrarese, ha assistito gli extracomunitari sorpresi all’alba mentre venivano trasportati a lavorare e poi trasferiti in dei locali dei Laghi di Sibari in attesa della procedura di espulsione. I volontari sibariti hanno messo a disposizione scatolette di tonno, grissini, pane, succhi di frutta e quant’altro a disposizione. L’hanno fatto ieri come lo fanno tutti i venerdì, quando la sede dei Sibari viene assalita da extracomunitari domiciliati in tutta la Sibaritide e bisognosi praticamente di tutto.
Grazie a questa assistenza quotidiana, Francesco Ferrarese ha un quadro preciso della ormai enorme realtà extracomunitaria esistente nella Sibaritide, quella maschile impegnata anzitutto nell’agricoltura della zona, quella femminile sfruttata in gran parte nella prostituzione: “Una giornata di lavoro nei campi -chiarisce Ferrarese- viene retribuita in media 25 euro al giorno. I più esperti, anzitutto gli ucraini che sono in Italia da anni, riescono a guadagnare anche 30-35 euro. Ma lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno, se non di più. Solitamente dalle 6 alle 18. Negli ultimi tempi stiamo registrando un imponente afflusso di Ghanesi e Sudanesi, che vivono in strutture abbandonate e in condizioni drammatiche”.
Una realtà davvero devastante, su cui spesso e volentieri le istituzioni tengono gli occhi chiusi. Nel 2005 il Centro di accoglienza “Francesco Sancineto” ha operato 3.150 interventi a favore degli extracomunitari. Ma nel 2006, solo a gennaio, siamo già a 250 casi trattati. Numeri che dovrebbero fare riflettere e impallidire, soprattutto chi fa bilanci e si promuove da solo, perdippiù a pieni voti.
 

Domenico Marino

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