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L’altro
volto della operazione che giovedì ha alzato il coperchio
sull’inquietante vaso di Pandora che nella Sibaritide nasconde
favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Il
dietro le quinte del blitz eseguito dalla Questura di Cosenza e
dal Commissariato di Castrovillari con 74 extracomunitari
denunciati assieme ai cinque italiani autisti dei furgoni che li
trasportavano, e dei 3 africani finiti in manette.
E’ l’opera di assistenza e aiuto dei volontari del Centro
d’accoglienza Charitas “Francesco Sancineto” di Sibari. Il
gruppo, coordinato da Francesco Ferrarese, ha assistito gli
extracomunitari sorpresi all’alba mentre venivano trasportati a
lavorare e poi trasferiti in dei locali dei Laghi di Sibari in
attesa della procedura di espulsione. I volontari sibariti hanno
messo a disposizione scatolette di tonno, grissini, pane, succhi
di frutta e quant’altro a disposizione. L’hanno fatto ieri come
lo fanno tutti i venerdì, quando la sede dei Sibari viene
assalita da extracomunitari domiciliati in tutta la Sibaritide e
bisognosi praticamente di tutto.
Grazie a questa assistenza quotidiana, Francesco Ferrarese ha un
quadro preciso della ormai enorme realtà extracomunitaria
esistente nella Sibaritide, quella maschile impegnata anzitutto
nell’agricoltura della zona, quella femminile sfruttata in gran
parte nella prostituzione: “Una giornata di lavoro nei campi
-chiarisce Ferrarese- viene retribuita in media 25 euro al
giorno. I più esperti, anzitutto gli ucraini che sono in Italia
da anni, riescono a guadagnare anche 30-35 euro. Ma lavorano
dalle 10 alle 12 ore al giorno, se non di più. Solitamente dalle
6 alle 18. Negli ultimi tempi stiamo registrando un imponente
afflusso di Ghanesi e Sudanesi, che vivono in strutture
abbandonate e in condizioni drammatiche”.
Una realtà davvero devastante, su cui spesso e volentieri le
istituzioni tengono gli occhi chiusi. Nel 2005 il Centro di
accoglienza “Francesco Sancineto” ha operato 3.150 interventi a
favore degli extracomunitari. Ma nel 2006, solo a gennaio, siamo
già a 250 casi trattati. Numeri che dovrebbero fare riflettere e
impallidire, soprattutto chi fa bilanci e si promuove da solo,
perdippiù a pieni voti.
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