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Lunedì 16 Gennaio 2006

Cassano –Ieri a Cassano la giornata mondiale delle migrazioni. La Santa messa trasmessa in diretta satellitare dalla Rai.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 17.01.06  h. 2.00

È stata la giornata dedicata ai migranti di tutto il mondo. Ha vissuto il suo momento più importante a Cassano, con la celebrazione in Cattedrale della Santa Messa, officiata dal vescovo della Diocesi cassanese, monsignor Domenico Graziani, delegato per la pastorale migratoria in seno alla Conferenza episcopale calabra.
Cronaca di una giornata particolare. Per un appuntamento liturgico di sicura importanza, trasmesso in diretta terrestre e satellitare dalle telecamere di Rai Uno, la Cattedrale viene tirata a lucido. Tra le navate, quando è ancora lontana l’ora d’andare in onda, sulla scia delle note del maestoso organo suonato dal maestro Alessandro Saraceni riecheggiano i gorgheggi del coro della Schola Cantorum, guidato dal maestro Ponte. Pian piano, arrivano gli ospiti di onore: i migranti che hanno scelto Cassano per inseguire il sogno d’una vita nuova. Non mancano i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Gianluca Gallo con la first lady Mariella, l’assessore provinciale Rosetta Console, il suo collega consigliere Luigi Garofalo, il sostituto procuratore Baldo Pisani, il sottotenente dei Carabinieri Giorgio Feola, che sulle mostrine esibisce i segni della recente promozione a tenente. Poco più in là, mentre gli scout del gruppo Agesci “Cassano I” si danno da fare per garantire che tutto vada bene, si sistema una delegazione dell’Unione italiana ciechi. C’è poi la gente. Tanta. Non c’è posto per tutti. Gli anziani, sconfitti nella corsa alla sedia, mugugnano amareggiati, ma nulla di più: è un giorno di festa per la città che offre al mondo intero la faccia più bella e più vera di sé. Alle 11, in perfetto orario sulla tabella di marcia, si comincia. Monsignor Graziani, seguito dai suoi confratelli, sale sull’altare. Un passo del Vangelo secondo Giovanni illumina l’omelia e i saluti in sette lingue diverse, rivolti dal vescovo all’umanità che ascolta. Chi, prima e dopo, s’alterna ai microfoni per le recitare passi tratti dalle Sacre scritture, fa altrettanto: è il miracolo della moltiplicazione degli idiomi e delle lingue. Avviene nella giornata dei migranti, tra le braccia di un popolo che è sempre stato, e continua ad essere, migrante.
L’offertorio, con i giovani in costume tradizionale e coppie di giovani genitori che tengono per mano i loro bimbi vivaci ed un po’ spaesati, anticipa la Comunione. Quindi, sui fedeli cala la benedizione di monsignor Graziani. <<E’ stata una bella giornata di preghiera e riflessione>>, commenta visibilmente soddisfatto don Silvio La Padula, parroco della Cattedrale. Le porte del Duomo si spalancano. I tenui raggi di un timido sole scaldano la piazza e i cuori: si torna a casa.
 

Gianpaolo Iacobini

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