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È
stata la giornata dedicata ai migranti di tutto il mondo. Ha
vissuto il suo momento più importante a Cassano, con la
celebrazione in Cattedrale della Santa Messa, officiata dal
vescovo della Diocesi cassanese, monsignor Domenico Graziani,
delegato per la pastorale migratoria in seno alla Conferenza
episcopale calabra.
Cronaca di una giornata particolare. Per un appuntamento
liturgico di sicura importanza, trasmesso in diretta terrestre e
satellitare dalle telecamere di Rai Uno, la Cattedrale viene
tirata a lucido. Tra le navate, quando è ancora lontana l’ora
d’andare in onda, sulla scia delle note del maestoso organo
suonato dal maestro Alessandro Saraceni riecheggiano i gorgheggi
del coro della Schola Cantorum, guidato dal maestro Ponte. Pian
piano, arrivano gli ospiti di onore: i migranti che hanno scelto
Cassano per inseguire il sogno d’una vita nuova. Non mancano i
rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Gianluca Gallo con
la first lady Mariella, l’assessore provinciale Rosetta Console,
il suo collega consigliere Luigi Garofalo, il sostituto
procuratore Baldo Pisani, il sottotenente dei Carabinieri
Giorgio Feola, che sulle mostrine esibisce i segni della recente
promozione a tenente. Poco più in là, mentre gli scout del
gruppo Agesci “Cassano I” si danno da fare per garantire che
tutto vada bene, si sistema una delegazione dell’Unione italiana
ciechi. C’è poi la gente. Tanta. Non c’è posto per tutti. Gli
anziani, sconfitti nella corsa alla sedia, mugugnano
amareggiati, ma nulla di più: è un giorno di festa per la città
che offre al mondo intero la faccia più bella e più vera di sé.
Alle 11, in perfetto orario sulla tabella di marcia, si
comincia. Monsignor Graziani, seguito dai suoi confratelli, sale
sull’altare. Un passo del Vangelo secondo Giovanni illumina
l’omelia e i saluti in sette lingue diverse, rivolti dal vescovo
all’umanità che ascolta. Chi, prima e dopo, s’alterna ai
microfoni per le recitare passi tratti dalle Sacre scritture, fa
altrettanto: è il miracolo della moltiplicazione degli idiomi e
delle lingue. Avviene nella giornata dei migranti, tra le
braccia di un popolo che è sempre stato, e continua ad essere,
migrante.
L’offertorio, con i giovani in costume tradizionale e coppie di
giovani genitori che tengono per mano i loro bimbi vivaci ed un
po’ spaesati, anticipa la Comunione. Quindi, sui fedeli cala la
benedizione di monsignor Graziani. <<E’ stata una bella giornata
di preghiera e riflessione>>, commenta visibilmente soddisfatto
don Silvio La Padula, parroco della Cattedrale. Le porte del
Duomo si spalancano. I tenui raggi di un timido sole scaldano la
piazza e i cuori: si torna a casa.
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