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Non sempre le ciambelle riescono col buco. E quando questo
capita, bisogna correre ai ripari, usando perizia e diligenza
per praticare un foro sia pure artificiale nell’informe dolce
caldo di forno. Eliminato il velo che fa da metafora, resta quel
che è accaduto, negli ultimi giorni, a Lauropoli: avviata la
sistemazione di piazza Capolanza, è scoppiata l’insurrezione dei
pochi commercianti che s’affacciano sull’agorà. Una rivolta
civile, fatta finanche di diffide legali, infine raccolta ed
accolta dallo stesso Municipio.
Tutto comincia quando la piazza viene recintata e chiusa al
traffico per l’esecuzione dei lavori di recupero, interamente
finanziati dal Municipio, all’altezza della chiesa dei Sacri
Cuori. Gli esercenti delle attività commerciali dell’area
storcono il naso, affatto convinti della bontà del progetto. In
loro nome e per loro conto scendono in campo persino gli
avvocati, ma davanti ai giudici, per una volta non s’arriva.
<<L’amministrazione comunale>>, fa sapere tempestivamente il
sindaco Gianluca Gallo quando in Municipio cominciano ad udirsi
gli squilli della pacifica insurrezione, <<è disponibile, come
sempre, ad ascoltare la voce della comunità>>. Così, il giorno
dopo, di mercoledì, una composita e nutrita delegazione si reca
sul luogo del misfatto. Nel gruppo figurano, insieme al primo
cittadino ed all’assessore all’ambiente Roberto Bruno, anche il
capogruppo consiliare dell’Udc, Mimmo Lione, i consiglieri
comunali Roberto La Regina e Antonio Atene, il responsabile del
settore municipale opere pubbliche, Mario Oriolo, ed il
progettista dell’opera, Franco Tufaro. A missione conclusa, è un
comunicato stampa a spiegare come le cose siano andate in quel
di Capolanza: <<Il confronto è stato cordiale. E’ stato
illustrato ai commercianti, fin nei suoi minimi dettagli, il
progetto redatto. Sono state inoltre recepite le istanze
avanzate. Si è concordato, in particolare, di non procedere alla
realizzazione che alcuni cordoli destinati a dividere la piazza
in diversi settori. Gli uffici municipali hanno inoltre preso
contatti con la ditta appaltatrice anche per richiedere
l’arretramento della recinzione del cantiere, onde consentire a
cittadini, residenti e commercianti l’accesso alla piazza>>.
Aggiunge invece sua sponte il leader consiliare dello
scudocrociato, Mimmo Lione: <<I lavori di sistemazione, una
volta ultimati, non recheranno disagi ad alcuno, men che meno ai
commercianti, cui insieme al sindaco abbiamo anzi proposto di
adottare la nuova agorà, sistemandola, abbellendola e magari
anche sfruttandola per un migliore esercizio della propria
attività commerciale, in cambio di agevolazioni ed esenzioni di
natura tributaria>>.
Se ne riparlerà quando sarà il momento. Per intanto, in cronaca
finisce la storia della ciambella riuscita senza buco e
prontamente perforata nelle cucine mediatrici della politica:
l’occhio, che sempre vuole la sua parte, è salvo. Ed il gusto ci
guadagna. |