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Il Governo aveva promesso, il Governo aveva detto, il Governo
avrebbe fatto. Alla fine, ci si accorge che per l’istituzione
della sesta provincia calabrese tutto ha fatto, tranne quel che
aveva detto e promesso.
La certificazione del fallimento è in una missiva che il primo
cittadino di Cassano, Gianluca Gallo, nella sua veste di
coordinatore della Consulta dei sindaci, ha indirizzato ieri al
Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, ed a
tutti i suoi più stretti collaboratori, istituzionali e
politici.
Scrive Gallo nella sua lettera: <<Protestiamo formalmente, con
la conseguente adozione delle opportune misure durante la
prossima campagna elettorale, nei confronti della maggioranza di
Governo, che a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere non
ha garantito la presentazione, in Commissione Affari
Costituzionali del Senato, del necessario parere relativo
all’istituzione di sette nuove province, come pure lo stesso
esecutivo, per bocca del sottosegretario agli interni Antonio D’Alì,
aveva indicato nella seduta del 19 maggio 2004>>. Aggiunge il
Gallo furibondo: <<E’ appena il caso di rammentare che gli
onorevoli rappresentanti e portavoce del Governo, a seguito
delle manifestazioni romane che hanno visto la partecipazione di
circa duecento sindaci, avevano assunto precisi impegni,
ritenendo evidentemente legittime le attese di due milioni di
italiani, che speravano di veder giungere a termine,
compatibilmente con i tempi tecnici, tutto quanto
istituzionalmente possibile e doveroso, ad iniziare dal citato
parere>>. Invece, così non è stato. <<Dal resoconto sommario dei
lavori della Commissione Affari Costituzionali del Senato,
riunitasi lo scorso 12 di gennaio – sottolinea il primo
cittadino cassanese – sembra non evincersi alcuna volontà
politica della maggioranza, contrariamente agli impegni assunti.
È emersa per contro l’intenzione di stilare ed approvare un
semplice ordine del giorno, che il Comitato nazionale nuove
province, presieduto da Giacinto Casciaro, ha già rigettato,
nella forma e nella sostanza>>.
Fine delle comunicazioni. Ora, non resta che attendere le
determinazioni di merito della Consulta. Nei mesi scorsi,
insieme al Cnnp casciariano, era stato proclamato lo stato di
mobilitazione popolare, sfociato poi in una manifestazione di
piazza a Roma. Troppo poco, all’evidenza, per riuscire a
convincere il Governo ed il Parlamento dell’opportunità e
necessità di dare via libera ai disegni di legge, almeno quelli
con le carte ed i numeri in regola, concernenti l’istituzione
delle nuove province. Ad ogni modo, anche la quattordicesima
legislatura della Repubblica Italiana pare destinata a chiudersi
come s’era aperta: con la Sibaritide ridotta a mera espressione
geografica.
Dunque, è ufficiale: dopo tante battaglie, adesso è stata
perduta anche la guerra. |