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Sabato 28 Gennaio 2006

Cassano - Servizi sociali: polemica a distanza tra amministrazione comunale e collettivo “26 luglio”.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 29.01.06  h. 0.45

Questioni di punti di vista. C’è chi, come l’amministrazione comunale, sostiene che in tema di politiche sociali molto e bene sia stato fatto nel corso del 2006, e c’è poi chi, come il collettivo “26 luglio”, ribatte che ciò che si è fatto è nulla rispetto a quel che si sarebbe dovuto fare. Opinioni a confronto, senza punti d’incontro.
Afferma l’assessore alle politiche sociali, Maria Cecilia Renne: <<Nel 2005 il servizio più richiesto dalla popolazione è stato quello di segretariato sociale. Il servizio è stato garantito con varie modalità: assistenza socio – psicologica, economica, domiciliare e di pronto intervento; soddisfacimento di esigenze abitative, affidamento etero – familiare e interventi connessi alle competenze dell’autorità giudiziaria>>. Ricorda l’assessore: <<Sono operanti in città un centro di educazione e socializzazione, un centro polivalente di aggregazione giovanile, un centro d’ascolto per tossicodipendenti. Per quanto riguarda l’accompagnamento di disabili in disagiate condizioni economiche, l’amministrazione comunale ha di recente affidato il servizio alla locale Confraternita di Misericordia con apposito protocollo d’intesa. Siamo inoltre in attesa del varo, da parte della Regione, dei piani di zona per i sevizi sociali e dei relativi finanziamenti per far si che, insieme alle cooperative sociali, possano essere elargiti alla cittadinanza servizi sempre più efficaci ed efficienti>>.
Botta e risposta. <<Cassano – ribatte Pasquale Cersosimo, portavoce del collettivo “26 luglio” - presenta un deficit di natura sociale la cui origine va rintracciata in uno scarso impegno profuso nell’ultimo quindicennio dall' Ufficio dei servizi sociali, a causa del modo poco competente con cui finora lo stesso è stato gestito>>. Seguono numeri: <<Sono 35 i minori che hanno abbandonato la scuola dell'obbligo negli ultimi tre anni, 3000 le persone con problemi di dipendenze di varia natura, circa 2000 i migranti, oltre cento i minori coinvolti in attività criminose>>. Conclude Cersosimo: <<Non puntiamo il dito contro nessuno. Semplicemente, auspichiamo che il Comune intensifichi l’attività di concertazione, puntando ad operare in sinergia con le associazioni di volontariato>>.
 

Gianpaolo Iacobini

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