|
La storia, sebbene poco pubblicizzata, è di quelle note. Tutto
comincia lo scorso dicembre, con una sforbiciata malandrina. A
finire sotto le affilate lame del Governo Loiero, le migliaia di
chilometri sulla carta destinate ad infittire la rete dei
sistemi di trasporto urbano dei centri con più di 15.000
abitanti. Per capire: la sola Cassano, che secondo il precedente
piano, stilato nel recente passato dall’allora assessore
regionale ai trasporti Francescantonio Stillitani, avrebbe
potuto gestire per i suoi collegamenti urbani, con i
finanziamenti regionali, un monte annuo di oltre 430.000
chilometri, dovrebbe ora cavarsela con 187.000 chilometri.
Subito insorgono i sindaci. Il primo cittadino cassanese suona
le campane della mobilitazione. Da Cosenza, il presidente Mario
Oliverio e l’assessore Giuseppe Gagliardi danno fiato alle
trombe dell’amministrazione provinciale: <<La proposta avanzata
non può essere accettata>>. Un mese dopo, Municipi e Provincia
fanno fronte comune e chiedono alla Regione Calabria di rivedere
le proprie scelte.
La richiesta è divenuta ufficiale ieri mattina, nel corso della
conferenza di servizi convocata negli uffici dell’assessorato
provinciale ai trasporti dall’assessore Gagliardi, alla presenza
dei delegati delle tredici città cosentine con popolazione
superiore alle 15.000 anime, tra cui Cassano, Rossano, Paola,
Trebisacce, Corigliano, Acri, Rende, San Giovanni in Fiore,
Castrovillari. Com’è andata? <<Abbiamo sottoscritto un documento
unitario – spiega l’assessore municipale cassanese ai trasporti,
Carmela De Rose – invitando la Regione a non mortificare le
legittime aspettative di una provincia intera>>. Dalle parole
agli scritti: <<Si ritiene utile osservare – recita in uno dei
suoi passaggi salienti la proposta licenziata all’unanimità dal
gruppo dei 14 – come nell’ultima versione della proposta tecnica
sottoposta all’attenzione degli enti locali in sede di
conferenza di servizi, il 20 dicembre del 2005, si pervenga ad
un inspiegabile peggioramento delle previsioni già effettuate.
In particolare, le produzioni chilometriche riconosciute sono
tali da determinare, oltre che l’impossibilità di erogare
servizi urbani adeguati e rispondenti alle esigenze dell’utenza,
anche l’inattuabilità delle procedure concorsuali per
l’affidamento degli stessi. Si ritiene pertanto proficuo
proporre il riconoscimento della produzione chilometrica
riportata nella prima versione della proposta tecnica>>.
Insomma, che si torni allo status quo ante, ovvero alla
primitiva bozza approvata col consenso degli enti locali
cosentini.
La palla rimbalza adesso nei corridoi della Regione Calabria,
chiamata a valutare le istanze provenienti da Cosenza e
dintorni. <<Se la Regione confermasse il proprio infausto
orientamento – commenta da Cassano il sindaco Gallo – ci
troveremmo di fronte ad una decisione assurda e penalizzante,
che vanificherebbe gli sforzi fin qui compiuti per potenziare il
sistema dei trasporti e l’economia di un intero territorio.
Sinceramente, ci auguriamo che il governo regionale avvii sulla
vicenda una serena riflessione, ritornando infine sui propri
passi>>.
|