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Domenica 29 Gennaio 2006

Sibari – Aeroporto: presentate le integrazioni progettuali.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 29.01.06  h. 23.30

Un piccolo passo avanti. Utile a non far morire la speranza che un giorno la Sibaritide possa mettere le ali e volare. La notizia non trova ancora conferme ufficiali, ma il silenzio istituzionale, stavolta, sembra più che altro legato a questioni di riservatezza e scaramanzia: sono state depositate negli uffici della Regione Calabria, assessorato ai lavori pubblici, le integrazioni al progetto per la realizzazione dell’aeroporto di Sibari.
Ritornano dunque in cronaca le alterne vicende e fortune dello scalo aeroportuale sibarita. Nei mesi passati, l’intesa istituzionale raggiunta tra Comune di Cassano, Provincia di Cosenza, Regione Calabria e Ministero delle infrastrutture pareva poter spazzare d’un colpo i ritardi accumulati in un decennio d’attese. La tabella di marcia fissata a metà del novembre scorso prevedeva che entro la fine del mese sarebbero state tradotte in integrazioni all’originario progetto, ed al correlato studio di fattibilità, le prescrizioni dettate da Enac ed Enav. Subito dopo, agli inizi di dicembre, si sarebbe dovuto dar luogo al definitivo confronto chiarificatore con i due enti ed infine, prima dello spirare dell’anno, avrebbe dovuto prender il via la concertazione politica, per reperire le risorse finanziarie indispensabili alla concretizzazione dell’opera.
Impegni chiari, ma non rispettati fino in fondo. <<S’è trattato – spiega adesso una fonte qualificata ed attendibile – di un ritardo fisiologico. Ad ogni modo, le integrazioni progettuali, che riguardano comunque aspetti marginali, sono state consegnate all’assessorato regionale ai lavori pubblici>>. Ed ora? Secondo i primitivi accordi, l’intero malloppo della progettazione dovrebbe essere imbustato e spedito a Roma, ad Enac ed Enav ma pure, almeno per conoscenza, al Ministero delle infrastrutture, da dove il viceministro Mario Tassone, di concerto con l’assessore regionale calabrese ai lavori pubblici, Luigi Incarnato, dovrebbe diramare la convocazione del tavolo politico. Incaricato di reperire finanziamenti utili alla realizzazione dell’opera. In moneta contante, almeno 30 milioni di euro. <<Il problema – aggiunge pensierosa la fonte amica – è che quei soldi proprio non ci sono. S’è preferito puntare tutto sulla gestione, ma neppure la società di gestione è riuscita a favorire l’individuazione di soggetti imprenditoriali interessati all’affare>>. Eppure, da qualche parte bisognerà iniziare. <<Per aprire i cantieri – è la precisazione – servono 10 milioni di euro>>. Subito, e pronta cassa. Per saldare i costi della progettazione, pagare gli espropri <<e spianare la pista d’atterraggio>>. Perché, in ogni caso, presto o tardi, <<l’aeroporto si farà. È vero, a Marconia, nei pressi di Pisticci, sorgerà un altro scalo, ma sarà tutt’altra cosa rispetto a quello sibarita. Dunque, non ci saranno interferenze. Così come non ve ne saranno in relazione al traffico passeggeri ed alle merci che oggi hanno come punto di riferimento gli aeroporti di Crotone e Lamezia Terme>>.
Sarà, ma in riva allo Ionio San Tommaso ha una folta colonia di devoti: per loro, l’aeroporto non esisterà fin quando non vedranno gli aerei planare tra gli agrumeti. Dagli torto!

Gianpaolo Iacobini

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