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Venerdì 27 Gennaio 2006

Cassano - Dopo l’audizione a Roma del Cnnp. <<Manca il parere della commissione Bilancio del Senato>> - Nuova provincia, nella da fare - Sibaritide, dell’istituzione si parlerà nella prossima legislatura

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.023.06  h. 22.00

Resta l’amaro in bocca. Un’altra legislatura è passata invano. Dell’istituzione della provincia italoalbanese della Sibaritide e del Pollino, con Sibari capoluogo, se ne parlerà nella prossima legislatura. La “Provincia”, quindi, sarà nuovamente, nell’imminente campagna elettorale per le politiche, un cavallo di battaglia di tutti gli oratori che si alterneranno nei Comuni di questo lembo di territorio, anche se tutti i primi cittadini che avevano aderito all’istituenda provincia con Sibari capoluogo, cosi come i sindaci degli altri sei territori italiani candidati a province, con una lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si sono riservati “di manifestare, nel corso della prossima campagna elettorale, il proprio disappunto per l'inadempienza dimostrata dalla Politica”. L’istituzione delle province di Aversa, Avezzano, Bassano del Grappa, Melfi, Sibari, Venezia Orientale e di Sulmona, sarà materia di confronto, di discussione, ma soprattutto di scelte del prossimo nuovo Parlamento. Il rinvio della questione, nell'area da tempo, è diventato certezza durante l'audizione che il Coordinamento nazionale nuove province (Cnnp) e i rappresentanti istituzionali dei singoli territori hanno avuto mercoledì pomeriggio dinanzi alla Commissione Affari costituzionali del Senato della Repubblica. Per la provincia italoalbanese della Sibaritide e del Pollino, con Sibari capoluogo, hanno presenziato, oltre al leader dei Comitati popolari Giacinto Casciaro, il sindaco di Terranova da Sibari, Eugenio Veltri, l'assessore comunale di Corigliano, Anna Maria Brunetti, e il consigliere comunale di Cassano Antonio Atene. “Durante l'audizione – si legge in un comunicato - il professore Casciaro, che e' anche presidente nazionale del Cnnp, ha perorato le ragioni delle “sette sorelle”, cercando di ottenere il visto della Commissione ai rispettivi disegni di legge. Il presidente della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, Andrea Pastore, ha sottolineato che il passo è impossibile poiché manca l'analisi e il parere della commissione Bilancio del Senato”. La Commissione Affari costituzionali, alla fine, ha solo approvato un ordine del giorno in cui si sostengono con forza le ragioni delle sette città a diventare province. “Le delegazioni delle aspiranti province – si legge, altresì, nel comunicato - hanno poi convocato una conferenza nella sala stampa di Montecitorio, nel corso della quale hanno reso pubbliche due lettere indirizzate al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Una missiva e' firmata dal Cnnp, mentre l'altra dai sindaci dei Comuni coinvolti dall'iter pro-Provincia”. I sindaci - a quanto si sostiene nella nota - si sono riservati “di intraprendere ogni più appropriata iniziativa e azione nel corso della prossima campagna elettorale per le elezioni politiche nazionali per manifestare il proprio disappunto per l'inadempienza del Governo, del Parlamento e della Commissione Affari costituzionali del Senato in merito al tema della istituzione delle nuove Province, al fine di contestare in tal modo l'incapacità politica di dare risposte concrete alle legittime aspirazioni delle popolazioni interessate”. Il Cnnp, invece, ha annunciato che valuterà la situazione assieme alle popolazioni e con loro deciderà il da farsi.
Antonio Iannicelli
Pubblicato il 27 gennaio 2005 su “il Quotidiano”





 

Mimmo Petroni

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