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“Non si canti vittoria sulle politiche sociali. C’è tanto
da fare ancora”. E’ questo, sostanzialmente, il messaggio, tutto
in positivo, di Pasquale Cersosimo, portavoce del “Collettivo 26
luglio”, oggi nelle vesti di operatore sociale, dopo che lo
stesso ha letto una nota, firmata dall'assessore alle Politiche
sociali del comune di Cassano, Cecilia Renne, nella quale si
esprimeva viva soddisfazione per i risultati conseguiti dallo
stesso assessorato. Pasquale Cersosimo, “persona schietta e
sincera”, in quella nota ha riscontrato delle inesattezze, anche
se confida “nelle intenzioni dell'attuale amministrazione
comunale di voler costituire reti sociali, tavoli di
concertazione e piani pluriennali di intervento”. Intenzioni che
vanno lette come un “segnale di un cambiamento di rotta rispetto
al vecchio modo d'intendere la politica che, per salvaguardare
l'onorabilità di questo o quel <dottore> non ha mai voluto
ammettere di aver fallito nel suo lavoro a svantaggio di una
intera collettività”. La prima cosa che l’attento Pasquale
Cersosimo nota è che “il settore dei Servizi sociali è retto da
persona valida e lodevole che però non viene per nulla nominata
nella nota della Renne, così come non si parla dell'impegno
profuso in questi anni dalle organizzazioni non governative che
operano nel sociale”. Poi passa alla sua analisi della
situazione. “C’è da prendere atto che la città di Cassano –
scrive - presenta un deficit di natura sociale la cui origine va
rintracciata in uno scarso impegno profuso negli ultimi 10/15
anni dall'Ufficio dei Servizi sociali, nel modo poco competente
con cui finora si è fatto servizio sociale”. Poi snocciola dati.
Allarmanti: “E' crescente il tasso di abbandono scolastico, è
agghiacciante l'aumento di dipendenze di vario genere(eroina,
cocaina, alcool), è allarmante la presenza sul nostro territorio
di migranti che vivono nelle condizioni più disparate. Giusto
per fare qualche cifra: nel solo centro urbano di Cassano sono
35 i minori che hanno abbandonato la scuola dell'obbligo negli
ultimi tre anni, mentre nell'intero territorio assistiamo alla
presenza di circa 3000 persone con problemi di dipendenze di
varia natura e di circa 2000 migranti a fronte dei 148 iscritti
all'anagrafe. Sono oltre cento i minori coinvolti in attività
criminose dalla malavita locale”. Poi, alla fine, Pasquale
Cersosimo, dopo aver chiarito che questa sua presa di posizione
“non è mirata a puntare l'indice verso un dipendente comunale,
una famiglia o una mentalità perbenista e ipocrita in
particolare, ma che vuole solo essere una presa di coscienza
schietta e sincera”, passa agli auspici con lo sguardo rivolto
verso l’impegno, profuso in questi anni, da tutte quelle
organizzazioni non governative che operano nel sociale.
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