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Lunedì 30 Gennaio 2006

Cassano. Cersosimo risponde alla Renne - Sulle politiche sociali c’è ancora tanto da fare.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.02.06  h. 22.00

 “Non si canti vittoria sulle politiche sociali. C’è tanto da fare ancora”. E’ questo, sostanzialmente, il messaggio, tutto in positivo, di Pasquale Cersosimo, portavoce del “Collettivo 26 luglio”, oggi nelle vesti di operatore sociale, dopo che lo stesso ha letto una nota, firmata dall'assessore alle Politiche sociali del comune di Cassano, Cecilia Renne, nella quale si esprimeva viva soddisfazione per i risultati conseguiti dallo stesso assessorato. Pasquale Cersosimo, “persona schietta e sincera”, in quella nota ha riscontrato delle inesattezze, anche se confida “nelle intenzioni dell'attuale amministrazione comunale di voler costituire reti sociali, tavoli di concertazione e piani pluriennali di intervento”. Intenzioni che vanno lette come un “segnale di un cambiamento di rotta rispetto al vecchio modo d'intendere la politica che, per salvaguardare l'onorabilità di questo o quel <dottore> non ha mai voluto ammettere di aver fallito nel suo lavoro a svantaggio di una intera collettività”. La prima cosa che l’attento Pasquale Cersosimo nota è che “il settore dei Servizi sociali è retto da persona valida e lodevole che però non viene per nulla nominata nella nota della Renne, così come non si parla dell'impegno profuso in questi anni dalle organizzazioni non governative che operano nel sociale”. Poi passa alla sua analisi della situazione. “C’è da prendere atto che la città di Cassano – scrive - presenta un deficit di natura sociale la cui origine va rintracciata in uno scarso impegno profuso negli ultimi 10/15 anni dall'Ufficio dei Servizi sociali, nel modo poco competente con cui finora si è fatto servizio sociale”. Poi snocciola dati. Allarmanti: “E' crescente il tasso di abbandono scolastico, è agghiacciante l'aumento di dipendenze di vario genere(eroina, cocaina, alcool), è allarmante la presenza sul nostro territorio di migranti che vivono nelle condizioni più disparate. Giusto per fare qualche cifra: nel solo centro urbano di Cassano sono 35 i minori che hanno abbandonato la scuola dell'obbligo negli ultimi tre anni, mentre nell'intero territorio assistiamo alla presenza di circa 3000 persone con problemi di dipendenze di varia natura e di circa 2000 migranti a fronte dei 148 iscritti all'anagrafe. Sono oltre cento i minori coinvolti in attività criminose dalla malavita locale”. Poi, alla fine, Pasquale Cersosimo, dopo aver chiarito che questa sua presa di posizione “non è mirata a puntare l'indice verso un dipendente comunale, una famiglia o una mentalità perbenista e ipocrita in particolare, ma che vuole solo essere una presa di coscienza schietta e sincera”, passa agli auspici con lo sguardo rivolto verso l’impegno, profuso in questi anni, da tutte quelle organizzazioni non governative che operano nel sociale.

Antonio Iannicelli

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