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Si passa dalle parole ai fatti, e per Marina di Sibari inizia
una nuova avventura: con qualche significativo cambiamento
rispetto alla primitiva tabella di marcia, l’associazione
“Consorzio Sibari città del mare” ha siglato il contratto per
l’affidamento dei lavori di rilancio del villaggio. Dall’altra
parte del tavolo, a sorpresa, non la “Manutencoop”, ma
un’associazione temporanea di imprese. Oggi, o al massimo
lunedì, invece, la firma della convenzione tra consorzio e
Comune.
Guida alla comprensione. Tutto comincia, ufficialmente, il 2
maggio scorso. Il consiglio comunale approva il piano di
salvataggio del villaggio turistico. Vengono riconosciuti figura
e ruolo del neonato consorzio, cui il Municipio gira la gestione
della cittadella delle vacanze e la facoltà, estesa ai prossimi
venticinque anni, di incamerare alcuni tributi di potestà
comunale, quali quelli sul servizio idrico e sull’occupazione
dei suoli pubblici, destinati a finanziare l’opera di
risanamento infrastrutturale dell’area, a cura della “Manutencoop”.
Quarantacinque giorni dopo, lo scenario si presenta mutato:
restano invariati i provvedimenti già adottati, ovvero la
delibera consiliare, il piano di gestione del villaggio, lo
schema di convenzione tra Comune e consorzio. Cambiano, in
parte, i protagonisti. Esce di scena l’emiliana “Manutencoop”.
Al suo posto, frutto di un’operazione cullata nel riserbo più
assoluto, un’associazione temporanea di imprese (Ati) costituita
da 4 società operanti, a livello europeo, nel settore del global
service. Tra loro, anche una partecipata del Consorzio nazionale
servizi (Cns), una sorta di superlega delle cooperative, regista
dell’iniziativa. Certezze: la neonata Ati ed il consorzio hanno
già sottoscritto un contratto che li legherà fino al 30
settembre prossimo. Poco più di tre mesi, ed un investimento di
circa 180.000 euro, per porre in essere, da subito, una serie di
interventi ben individuati: ad esempio, ripristino ambientale,
lavaggio fogne, sistemazione piazzette. Successivamente, il
primo ottobre, l’Ati si trasformerà in società cooperativa a
responsabilità limitata, aprendosi alla partecipazione di enti
pubblici e di privati imprenditori, per confluire infine nel
mare magnum del Cns e avviare le azioni indicate nel piano di
gestione. Perché l’intesa possa considerarsi perfezionata ed
operativa, manca un altro tassello: la firma della convenzione
tra Comune e consorzio, legata alla prestazione d’una
fideiussione, in favore del Municipio, da 300.000 euro.
Effettuata, ma non ancora formalmente comunicata. Ad ogni modo,
la convenzione potrebbe essere firmata già stamattina o, al più
tardi, entro lunedì prossimo. Un minuto dopo, uomini e mezzi
dell’Ati scenderanno in campo per restituire al villaggio almeno
l’apparenza del decoro e della normalità.
Ha inizio il tentativo di salvataggio di Marina di Sibari: se
sarà vera gloria, solo il tempo potrà dirlo. |