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Masaniello
quanto basta, guascone al punto giusto. Insomma, pronto a
guidare la rivolta contro le istituzioni. Non per abbatterle, ma
per spronarle a non venir meno ai loro doveri ed impegni. Nunzio
Masotina lancia la sfida in un mattino di sole africano. Il
presidente dell’associazione “Laghi di Sibari” chiama a raccolta
i cronisti nei suoi uffici con vista sul porto, per denunciare,
a stagione estiva ormai iniziata, gli impegni assunti e non
mantenuti dal settembre scorso ad oggi.
In apertura, naturalmente, lo Stombi. Quesito: che fine hanno
fatto i fondi annunciati dalla Regione Calabria? <<Stiamo
aspettando che arrivino>>, dice rabbiosamente ironico Masotina.
<<Sembrava questione di giorni, poi si son mezzi di mezzo i
problemi legati al trasferimento delle deleghe alla Provincia.
Adesso, ci spiegano, bisognerà attendere che la Regione proceda
all’assestamento di bilancio. E noi aspettiamo>>. Avanti con le
doglianze. <<Mi sembra – afferma il presidente dell’associazione
“Laghi di Sibari” – che qui nessuno abbia voglia di svolgere il
proprio compito. Non gli imprenditori, né la politica, men che
meno la burocrazia>>. Per capire: <<All’indomani delle
dichiarazioni con cui il ministro ai trasporti ha affossato il
nascituro aeroporto di Sibari, ho preso parte ad una riunione di
operatori turistici. Auspicavo una corale ed indignata presa di
posizione. Mi sono ritrovato circondato dal silenzio, accusato
dall’assessore provinciale Console di remare contro il governo.
Inaudito>>. Nel mirino, anche il Comune di Cassano. <<Dal 29
marzo scorso, stiamo aspettando l’autorizzazione ad eseguire
lavori di arredo urbano. Vorremmo rendere accogliente l’ingresso
del porto turistico, con la sistemazione, a nostre spese, d’una
barca le cui vele raffigurano il toro cozzante, simbolo
dell’antica Sybaris>>. Non basta: <<L’amministrazione comunale –
aggiunge Masotina – dovrebbe mostrarsi più capace e pronta nella
programmazione. Perché, ad esempio, indire solo a giugno la gara
d’appalto per la pulizia delle spiagge?>> E poi, l’antica e
vexata quaestio: <<Abbiamo necessità di vigilare sull’accesso al
porto, e possiamo riuscirvi soltanto se il Comune ci concede in
esclusiva, anche solo temporaneamente, l’uso della dorsale
principale. Pure al riguardo, le nostre richieste non hanno
trovato risposta. Intanto, specie d’inverno, criminalità e
malaffare approfittano delle porte aperte per fare i loro
comodi>>. Domanda d’obbligo: come si reagirà in assenza di
segnali e risultati positivi? <<Discuteremo con i nostri
associati l’adozione di forme di protesta>>, taglia corto
Masotina. <<Non consentiremo all’indifferenza di uccidere la
democrazia>>. E così dicendo, tira fuori dai cassetti, senza
proferire parola, l’emendamento che il consigliere regionale
Maurizio Feraudo aveva presentato in Consiglio regionale per
sottoporre i laghi di Sibari al regime di navigazione delle
acque interne. Era il settembre del 2005. Nove mesi dopo, quell’emendamento
è ancora ai nastri di partenza, all’esame della Quarta
commissione consiliare.
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