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Firmata la convenzione, avranno inizio, non più tardi di lunedì
prossimo, i lavori di recupero di Marina di Sibari. La sigla
dell’intesa tra Comune e consorzio, infatti, conferisce validità
agli accordi stretti dal consorzio con l’associazione temporanea
di imprese (Ati) costituita da 5 società operanti nel settore
del global service: “Adiramef srl”, “Cbs”, “Gesaf spa”, “Gct spa”
e “Ercap srl”, quest’ultima partecipata del Consorzio nazionale
servizi (Cns), una sorta di superlega delle cooperative, regista
dell’iniziativa. Dettagli dell’operazione: la neonata Ati ed il
consorzio hanno già sottoscritto un contratto che li legherà
fino al 30 settembre prossimo. Tre mesi ed un investimento di
180.000 euro, per porre in essere, da subito, una serie di
interventi: ad esempio, ripristino ambientale, lavaggio delle
fogne, sistemazione delle piazzette, pulizia della pineta.
Successivamente, il primo d’ottobre, l’Ati si trasformerà in
società cooperativa a responsabilità limitata, prendendo il nome
di “Consorzio Manna” ed aprendosi alla partecipazione di enti
pubblici (quali la Provincia di Cosenza ed il Comune di Cassano)
e di privati imprenditori, per confluire infine nel Cns ed
avviare le azioni indicate nel piano di gestione.
Nei prossimi giorni, intanto, il consorzio, sostenuto allo stato
da circa 400 degli oltre 2.500 utenti di Marina, promuoverà una
campagna informativa. Obiettivo: raggiungere il tetto delle
2.000 adesioni entro la fine d’agosto. A tal fine, sono già in
programma una serie di assemblee (due a luglio ed una a metà
agosto), nonché la pubblicazione e diffusione, nel numero di
10.000 copie, di un opuscolo recante finalità e contenuti del
piano di salvataggio di Marina di Sibari. Per far fronte alle
spese di gestione ed a quelle legate agli interventi da
effettuare, il consorzio, che avrà sede provvisoria in un locale
affacciato sulla piazzetta vecchia, potrà contare su fondi messi
a disposizione dal Comune, a titolo di conguaglio sui tributi
già incassati per l’anno in corso, nonché su quota parte delle
quote condominiali che l’ente consortile incasserà dai propri
associati, secondo una tabella già definita.
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