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Domenica 9 Luglio 2006

Dalla sofferenza al tripudio di gioia. Le emozioni vissute nella città del neo campione del mondo " Rino lo abbiamo solo noi "

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 17.06.06  h. 19.00

Corigliano - Campioni del Mondo! Quante volte nella nostra vita abbiamo sognato di pronunciare questa magica frase? Ieri, 9 luglio 2006, il sogno è diventato realtà grazie all'impresa compiuta dai magnifici Azzurri del "condottiero" Lippi, trascinati da un grande, maestoso, inarrivabile Rino Gattuso. Ad ogni modo un bel "10" in pagella va a tutti e 23 i Campioni della nostra Nazionale, che ci hanno regalato emozioni da raccontare per generazioni ed hanno dimostrato che l'Italia sportiva non è solo "calciopoli". A Corigliano Calabro l'attesa è stata davvero estenuante. Si è aspettato il fischio d'inizio trepidanti e pieni di speranza. Ore 19.30, davanti al maxischermo allestito in piazza Portofino, a Schiavonea, è già tutto esaurito. La gente, coloratissima, è avvolta in bandiere, cappellini e maglie azzurre. Si attende solo la "grande gara". Ore 19.45, cambia lo scenario ma non il pathos. Siamo al Lido "Bagno 69", di proprietà di Rino, Nicola e Mirko Gattuso, cugini di "Ringhio". Tutto è pronto per assistere alla Finale dei Mondiali, maxischermo e tv sono sintonizzati su Berlino. Parte l'inno italiano subito tutti in piedi a cantare con la mano sul petto. Scena da pelle d'oca.
Accanto a noi un giornalista dell'Equipe, prestigioso quotidiano francese. Si chiama Yoann Riou, è a Schiavonea per fare un servizio su Gattuso.
Visti gli animi accesi, sottolinea subito che è più interessato alla gara che al tifo. Sarà vero? Ore 20, inizia il match. S'infiamma da subito l'atteso duello Gattuso-Zidane. Il Nostro non fa neanche in tempo a toccare palla che si alza subito il coro «lo abbiamo solo noi, Rino, Rino, lo abbiamo solo noi», e tutti in piedi ad applaudire. Ore 20.05, si mette male per gli Azzurri. Materazzi atterra Malouda e l'arbitro concede il penalty.
Manco a dirlo trasforma Zidane, l'uomo più atteso. Lo sconforto assale i presenti al "Bagno 69", compresi i parenti di Rino, che seguono il match in prima fila. «Non ci voleva, però sono fiducioso, noi siamo più forti. E poi c'èRino... » afferma Nicola Gattuso. Ore 20.19, fiducia ripagata, Materazzi - pròprio lui!- svetta di testa e regala il pareggio. E' il tripudio. Piazza Portofino esplode letteralmente: abbracci e baci per tutti, anche se non ci si conosce, l'importante è aver segnato. «Per un attimo ho avuto davvero timore che si stesse mettendo male. Fortuna che ci ha pensato Materazzi». Ore 21, dopo la pausa del 1° tempo, gli Azzurri rientrano in campo. In piazza Portofino si assiste abbastanza preoccupati allo svolgimento del gioco, ci si infiamma solo quando Gattuso tocca palla, per il resto si soffre in silenzio. Zidane è in un buon momento. Ne sa qualcosa "Ringhio", sempre alle caviglie del francese. Ore21:38, comincia a delinearsi l'ipotesi dei tempi supplementari. Mirko Gattuso crede fermamente - si rivelerà poi buon profeta nella vittoria azzurra: «Siamo più forti, vinceremo, non ho dubbi. Che sofferenza però, reggo a stento lo stress». Ore 21.45, finisce il match, si va ai supplementari e "certi" ricordi affiorano come fantasmi dal passato. Una giovane tifosa arrivata in piazza Portofino carica di bandiera e cappellino azzurro afferma quasi senza forze: «Ogni volta che si avvicinano alla nostra porta tengo il fiato sospeso e mi sale il cuore in gola». Ore 21.55, il coro "Italia, Italia" sale alto nel cielo di Schiavonea. Si canta tutti insieme, quasi a voler far arrivare le gru; lino a Berlino. Ore 22.16, la svolta. Dopo aver lottato per tutta la partita con Gattuso, Zidane si lascia prendere dall'ira e colpisce Materazzi con una testata. Espulsione sacrosanta, salutata dal pubblico in piazza con fischi e insulti "colorati" in dialetto coriglianese. Ore 22.25, la roulette dei rigori segna ancora il nostro cammino ad una finale mondiale. Lippi sceglie Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. Qualcuno va via, non ce la fa a guardare. Qualcuno invece si abbraccia, quasi a voler stemperare e condividere la tensione altissima. Si inizia. I nostri non deludono e, ogni volta che la rete si gonfia alle spalle di Bartez, esplode incontenibile la gioia dei presenti. Delude invece Trezeguet, che sbaglia a calciare il rigore e regala un vantaggio agli italiani. A chiudere il conto ci pensa poi Fabio Grosso. La Festa diventa bellissima realtà. Rino, cugino omonimo di Ringhio, ha affermato con fierezza: «E' andata, siamo Campioni del Mondo. E' stata una sofferenza bellissima. Si è avverato il sogno di mio cugino, ma anche quello di tutti gli italiani. Da domani tutti sapranno dov'è Schiavonea, la patria di Rino Gattuso». Agli occhi dei coriglianesi e della gente di Schiavonea rimarrà per sempre l'immagine di Rino Gattuso, stanchissimo a fine match, che si abbraccia e si incita calorosamente con mister Marcello Lippi. Da quel momento sono solo bandiere, trombe, caroselli e bottiglie di spumante spruzzate per aria.
 

Johnny Fusca

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