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Corigliano - Campioni del Mondo! Quante volte nella nostra vita
abbiamo sognato di pronunciare questa magica frase? Ieri, 9
luglio 2006, il sogno è diventato realtà grazie all'impresa
compiuta dai magnifici Azzurri del "condottiero" Lippi,
trascinati da un grande, maestoso, inarrivabile Rino Gattuso. Ad
ogni modo un bel "10" in pagella va a tutti e 23 i Campioni
della nostra Nazionale, che ci hanno regalato emozioni da
raccontare per generazioni ed hanno dimostrato che l'Italia
sportiva non è solo "calciopoli". A Corigliano Calabro l'attesa
è stata davvero estenuante. Si è aspettato il fischio d'inizio
trepidanti e pieni di speranza. Ore 19.30, davanti al
maxischermo allestito in piazza Portofino, a Schiavonea, è già
tutto esaurito. La gente, coloratissima, è avvolta in bandiere,
cappellini e maglie azzurre. Si attende solo la "grande gara".
Ore 19.45, cambia lo scenario ma non il pathos. Siamo al Lido
"Bagno 69", di proprietà di Rino, Nicola e Mirko Gattuso, cugini
di "Ringhio". Tutto è pronto per assistere alla Finale dei
Mondiali, maxischermo e tv sono sintonizzati su Berlino. Parte
l'inno italiano subito tutti in piedi a cantare con la mano sul
petto. Scena da pelle d'oca.
Accanto a noi un giornalista dell'Equipe, prestigioso quotidiano
francese. Si chiama Yoann Riou, è a Schiavonea per fare un
servizio su Gattuso.
Visti gli animi accesi, sottolinea subito che è più interessato
alla gara che al tifo. Sarà vero? Ore 20, inizia il match.
S'infiamma da subito l'atteso duello Gattuso-Zidane. Il Nostro
non fa neanche in tempo a toccare palla che si alza subito il
coro «lo abbiamo solo noi, Rino, Rino, lo abbiamo solo noi», e
tutti in piedi ad applaudire. Ore 20.05, si mette male per gli
Azzurri. Materazzi atterra Malouda e l'arbitro concede il
penalty.
Manco a dirlo trasforma Zidane, l'uomo più atteso. Lo sconforto
assale i presenti al "Bagno 69", compresi i parenti di Rino, che
seguono il match in prima fila. «Non ci voleva, però sono
fiducioso, noi siamo più forti. E poi c'èRino... » afferma
Nicola Gattuso. Ore 20.19, fiducia ripagata, Materazzi - pròprio
lui!- svetta di testa e regala il pareggio. E' il tripudio.
Piazza Portofino esplode letteralmente: abbracci e baci per
tutti, anche se non ci si conosce, l'importante è aver segnato.
«Per un attimo ho avuto davvero timore che si stesse mettendo
male. Fortuna che ci ha pensato Materazzi». Ore 21, dopo la
pausa del 1° tempo, gli Azzurri rientrano in campo. In piazza
Portofino si assiste abbastanza preoccupati allo svolgimento del
gioco, ci si infiamma solo quando Gattuso tocca palla, per il
resto si soffre in silenzio. Zidane è in un buon momento. Ne sa
qualcosa "Ringhio", sempre alle caviglie del francese. Ore21:38,
comincia a delinearsi l'ipotesi dei tempi supplementari. Mirko
Gattuso crede fermamente - si rivelerà poi buon profeta nella
vittoria azzurra: «Siamo più forti, vinceremo, non ho dubbi. Che
sofferenza però, reggo a stento lo stress». Ore 21.45, finisce
il match, si va ai supplementari e "certi" ricordi affiorano
come fantasmi dal passato. Una giovane tifosa arrivata in piazza
Portofino carica di bandiera e cappellino azzurro afferma quasi
senza forze: «Ogni volta che si avvicinano alla nostra porta
tengo il fiato sospeso e mi sale il cuore in gola». Ore 21.55,
il coro "Italia, Italia" sale alto nel cielo di Schiavonea. Si
canta tutti insieme, quasi a voler far arrivare le gru; lino a
Berlino. Ore 22.16, la svolta. Dopo aver lottato per tutta la
partita con Gattuso, Zidane si lascia prendere dall'ira e
colpisce Materazzi con una testata. Espulsione sacrosanta,
salutata dal pubblico in piazza con fischi e insulti "colorati"
in dialetto coriglianese. Ore 22.25, la roulette dei rigori
segna ancora il nostro cammino ad una finale mondiale. Lippi
sceglie Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso. Qualcuno
va via, non ce la fa a guardare. Qualcuno invece si abbraccia,
quasi a voler stemperare e condividere la tensione altissima. Si
inizia. I nostri non deludono e, ogni volta che la rete si
gonfia alle spalle di Bartez, esplode incontenibile la gioia dei
presenti. Delude invece Trezeguet, che sbaglia a calciare il
rigore e regala un vantaggio agli italiani. A chiudere il conto
ci pensa poi Fabio Grosso. La Festa diventa bellissima realtà.
Rino, cugino omonimo di Ringhio, ha affermato con fierezza: «E'
andata, siamo Campioni del Mondo. E' stata una sofferenza
bellissima. Si è avverato il sogno di mio cugino, ma anche
quello di tutti gli italiani. Da domani tutti sapranno dov'è
Schiavonea, la patria di Rino Gattuso». Agli occhi dei
coriglianesi e della gente di Schiavonea rimarrà per sempre
l'immagine di Rino Gattuso, stanchissimo a fine match, che si
abbraccia e si incita calorosamente con mister Marcello Lippi.
Da quel momento sono solo bandiere, trombe, caroselli e
bottiglie di spumante spruzzate per aria.
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