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Sciolte le catene, tornano a casa le tre donne, un tempo
lavoratrici in forza al Comune di Cassano, che mercoledì mattina
s’erano incatenate davanti al Municipio reclamando il rispetto
dei propri diritti.
In particolare, il terzetto, composto da Olga Garofalo, Rosetta
Di Pinto e Maria Visciglia, rivendicava l’applicazione delle
sentenze emesse dal Tribunale di Castrovillari e dal Tar di
Catanzaro, che aveva riconosciuto loro lo status di lavoratici
dipendenti, ingiustamente messe alla porta dall’ente nel 1994,
al momento della ridefinizione della pianta organica. Una
questione scottante, intrecciata con l’inestricabile stato di
dissesto della finanza pubblica cassanese, infine risolta
d’intesa tra le parti: Palazzo di città s’è impegnato a versare
quindici mensilità lavorative. Le tre donne, dal canto loro,
hanno acconsentito a praticare un forte sconto, rinunciando
altresì agli interessi nel frattempo maturati. Sarà invece
affidato alla Commissione straordinaria di liquidazione,
incaricata di condurre in porto la navicella del dissesto, la
pratica concernente l’adeguamento retributivo di altri undici
anni di lavoro.
Alla fine, sorrisi, abbracci e soddisfazione. <<Ringrazio
pubblicamente le tre donne –ha fatto sapere il sindaco di
Cassano, Gianluca Gallo – per aver tenuto in considerazione la
situazione finanziaria del Comune, dimostrando così un grande
senso di responsabilità. Avremmo voluto far di più, ma non
abbiamo la possibilità di sanare pendenze che altri hanno
addossato all’ente e che rientrano, per gran parte, nella sfera
del dissesto>>. Ha poi aggiunto il primo cittadino cassanese:
<<Ad ogni modo, ci siamo adoperati per tutelare diritti da
sempre violati, ovviando ad errori amministrativi antichi e
recenti. Nella prima seduta utile del consiglio comunale,
sottoporremo all’assemblea consiliare l’opportunità di procedere
al riconoscimento del debito fuori bilancio concernente i
crediti vantate dalle lavoratrici. Subito dopo, in tempi celeri,
procederemo alla liquidazione delle relative somme>>.
Gianpaolo Iacobini
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