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Lunedì 24 Luglio 2006

Cassano – Le analisi confermano: efficienti i depuratori comunali. E l’Arpacal annuncia: pulite le acque dello Ionio sibarita.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 27.07.06  h. 6.00

Ogni tre mesi, un controllo. Ogni volta, lo stesso risultato: acque <<incolori, inodori, limpide>>.
Sono efficienti e perfettamente funzionanti i depuratori municipali. Lo attestano i risultati delle analisi effettuate nel corso della prima parte del 2006, consolidando così un dato già acquisito negli anni passati e certificato anche dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Come stanno le cose? Si comincia da un numero, il 6, ovvero gli impianti di depurazione attivi in città: Algheria, Spadelle, Bruscate grande, Laghi di Sibari, Lauropoli, Doria. Tutti gestiti con poche risorse, grandi sacrifici e sicura capacità e competenza tecnica da un manipolo di uomini in forza al Municipio e guidati da Franco Sarubbo, geometra e responsabile del servizio comunale lavori manutentivi, che per questa sua maestria nella gestione dei depuratori s’è guadagnato il titolo di “mago delle acque”. Ebbene: le particelle sospese, la cui soglia limite è fissata per legge in 80 milligrammi a litro, non superano mai quota 5,5. Ottimo risultato anche con riferimento alla quantità di ossigeno necessario per ripulire le acque fognarie: il tetto massimo è di 40 milligrammi per litro. I depuratori cassanesi non vanno oltre la soglia dei 10. E la musica non cambia dal punto di vista chimico e batteriologico: a tal riguardo, gli accertamenti annuali predisposti ed eseguiti dall’Arpacal, i cui esiti saranno ufficialmente resi noti nei prossimi giorni, non mutano il quadro: il depuratore di Bruscate grande, per esempio, rilascia acque contenenti meno di 10 unità di escherichiacoli. Batteri per le quali la normativa vigente stabilisce il limite invalicabile di 5.000 unità.
Insomma, risultati eccellenti. Confermati, sul piano prettamente amministrativo, dal rilascio al Comune di Cassano, da parte della provincia di Cosenza, soggetto competente in materia di depurazione delle acque, di una licenza d’esercizio definitiva, e non provvisoria, come nella generalità dei casi, per l’uso ed il funzionamento dei depuratori presenti sul territorio cassanese. E l’altra faccia della medaglia è ugualmente splendente: lo Ionio sibarita è pulito. Lo attestano, anche in questo caso, le analisi eseguite dall’Arpacal, che regalano la certezza di acque trasparenti e balneabili lungo i sette chilometri e mezzo di costa ricadenti nei confini del Comune di Cassano, eccezion fatta per poche centinaia di metri vietate ai tuffi per questioni di sicurezza o per i circoscritti motivi di inquinamento. Ancora numeri: soltanto un chilometro scarso di litorale sarà sottratto alle evoluzioni dei bagnanti. Il caso sicuramente più grave è quello che riguarda l’area circostante la foce del fiume Crati, interdetta alla balneazione per ottocento metri, di cui quattrocento ricadenti nel territorio di Sibari ed il resto, invece, in quello di Corigliano. Quel che resta: 125 metri a destra ed altrettanti a sinistra, ma per motivi di sicurezza della navigazione, all’altezza della foce del canale Stombi. Ancora: altri duecento metri, cento a destra e cento a sinistra, ai bordi del canale Vena morta.
Nient’altro. Il mare di Sibari: bello e pulito. Merito della natura, e di piccoli grandi eroi senza volto.
 

Gianpaolo Iacobini

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